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Empoli

Stop al servizio civile decine di ragazzi con il fiato sospeso

Stop al servizio civile decine di ragazzi con il fiato sospeso

Il blocco dei fondi governativi e la sentenza di un tribunale hanno impedito la partenza a gennaio: tutto rinviato di mesi

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Da settimane si trovano ai blocchi di partenza, ma ancora non sanno quando arriverà lo start. Lo sport, però, non c'entra niente: il limbo di cui stiamo parlando si chiama servizio civile nazionale. Nelle sabbie mobili del sistema sono rimasti impantanati 33 giovani del circondario che sono stati selezionati nei bandi approvati ai vari enti promotori dell'Empolese Valdelsa: 8 all'Arci di zona, 2 alla Uisp, 13 all'Asl 11, 8 tra le Pubbliche assistenze di Empoli e Castelfiorentino, altri 4 alla coop Piccolo principe tra le sedi di Empoli e Fucecchio. Tutti ragazzi di età tra 18 e 30 anni che hanno superato le selezioni svolte a novembre e dicembre e che da allora sono in attesa assieme ad enti e associazioni che sul loro contributo contano per portare avanti i progetti. Non solo: fino a giovedì scorso il servizio sembrava destinato a saltare per tutto il 2012.Ma andiamo con ordine. Il primo ostacolo è arrivato a metà dicembre, quando il Viminale ha diramato una circolare ai promotori di bandi di servizio civile in cui si comunicava che l'avvio sarebbe slittato di un mese, dall'inizio di gennaio al primo di febbraio. Il cambio di governo, la nuova finanziaria, i tagli e il ricollocamento delle risorse tra i vari ministeri: tanti i motivi che hanno tenuto in sospeso per un mese quasi 20mila giovani in Italia.

C'è da dire che in pochi credevano che la tabella di marcia sarebbe stata rispettata, alcuni ipotizzavano l'inizio per marzo-aprile, altri addirittura per maggio, ma comunque la certezza che la macchina si sarebbe messa in moto c'era. Se non fosse che il 12 gennaio il tribunale di Milano ha accolto il ricorso del 26enne pakistano Syed Shahzad Tanwir contro la sua esclusione in quanto cittadino straniero dal servizio civile nazionale, obbligando ad annullare i bandi e a rifarli da capo. Un obbligo che per fortuna è stato cancellato dalla Corte di Appello di Milano, che accogliendo l'istanza presentata dal governo ha confermato la validità dei bandi 2011. Restano però gli altri problemi - la riorganizzazione degli uffici ministeriali legata al nuovo esecutivo e soprattutto il mancato sblocco dei fondi - che continuano a fare slittare l'avvio del servizio. «Sono anni che chiediamo che i bandi siano aperti anche ai cittadini stranieri - commenta Chiara Salvadori, referente di Arci servizio civile - il problema è che finora il ministero non si era mai mosso in questo senso. Ogni anno diventa sempre più difficile andare avanti con i progetti: siamo passati dal rinvio di dicembre, al taglio dei fondi di quasi il 40% fino a quest'ultima vicenda che ha messo in discussione il lavoro di mesi». Un pastrocchio all'italiana, insomma, che si sarebbe potuto evitare con l'adozione di norme, come l'ammissione degli stranieri, che ad esempio sono in vigore per il servizio civile regionale e con un po' di chiarezza in più. «Ci troviamo in difficoltà - attacca Eleonora Gallerini, presidente delle Pubbliche assistenze - abbiamo lavorato bene sui progetti e ne sono stati approvati due. Su di loro contiamo per avere una mano sui servizi che svolgiamo, ma stiamo ancora aspettando di poterli avere a disposizione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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