Attenzione
Le memorie del canonico Rosati
Il libretto, pubblicato nel 1848, meriterebbe una ristampa
FUCECCHIO
Capita che, nel tentativo di mettere ordine nello studio, salti fuori un libretto antico, ritenuto perduto da tempo. Comprensibile la contentezza. E’ quanto mi è capitato con “Memorie su Fucecchio fatte stampare e date ai fucecchiesi suoi compatrioti dal canonico Gaetano Maria Rosati, l’anno 1848”. Stampato, a Santa Croce, dalla tipografia Bartoletti. E’, in sostanza, il riassunto della gran quantità di materiale donatogli da Giuseppe Montanelli e da questi ereditato dallo zio Stefano, canonico, che lo aveva acquistato dal canonico Giulio Taviani.
Libretto interessante, che meriterebbe una ristampa, scritto da un personaggio non di secondo piano nella vita locale. Infatti, fu insegnante, cancelliere del Capitolo della Collegiata, priore di Santa Maria delle Vedute e, soprattutto, fondatore dell’ospedale San Pietro Igneo. Comunque la si pensi, il libretto contiene una buona dose d’informazioni. Per esempio, che nelle colline furono trovati olle cinerarie (una con monete d’argento e un pugnale), denti e ossa d’elefante, un cavallo di pietra e un idolo d’oro. Tutti reperti che non si sa che fine abbiano fatto.
Dopo aver parlato diffusamente dei Cadolingi, ci presenta un elenco piuttosto lungo di fucecchiesi divenuti famosi. Oltre a quelli risaputi, ecco, tra gli altri, Lorenzo Galleni, precettore del granduca Ferdinando II e traduttore in sonetti dell’Eneide di Virgilio; Maria Luisa Cicci, arcarde con lo pseudonimo Erminia Tindaride; Giovan Simone Paperini, archiatra de’ Medici e filosofo; Vincenzo Mainardi, maestro e poeta latino.
Riccardo Cardellicchio
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