Il lutto
La paura del futuro spegne la voglia di comprare casa
È crollato del venti per cento nell’ultimo anno il numero dei mutui accesi Le banche chiedono più garanzie, le famiglie sono spaventate dalla precarietà
di Marco Pagli
EMPOLI
Nel corso del 2010 e per i primi mesi dello scorso anno, la ripresa del mercato dei mutui casa era stata vista come un segnale forte di uscita dalla crisi che dai mutui stessi (i subprime statunitensi) si era originata. Così come ora il nuovo crollo del numero delle contrattazioni, che nell’Empolese Valdelsa fa segnare un -20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si accompagna al ritorno di fiamma dell’emergenza finanziaria italiana ed europea. Anche se, in questo caso, a fare novanta assieme alle difficoltà economiche delle famiglie e alla minore propensione delle banche ad assumersi rischi c’è la paura del futuro.
Sì, perché se si parla di tassi di interesse, il 2011 non ha fatto segnare incrementi record quanto piuttosto una lieve crescita rispetto ai livelli minimi registrati nel 2009, quando si poteva accendere un mutuo a tasso fisso con meno del 5% e uno a tasso variabile con meno del 3%.
«L’aumento dei tassi è stato minimo rispetto a quei livelli - spiega Ansano Cecchini, consulente del settore mutui di Tecnocasa - infatti la crescita notevole dello spread è stata compensata dall’abbassamento di Euribor e Eurirs che rappresentano gli indici di riferimento per la definizione degli interessi sui mutui variabili e fissi. Insomma, in termini percentuali prendere un mutuo adesso non è meno conveniente rispetto a due o tre anni fa».
Ma se non sono stati i tassi, cosa è che ha bloccato l’accensione dei mutui. «Ad aver frenato la stipula di nuovi contratti - continua Cecchini - sono le difficoltà delle famiglie, legate alla precarietà del lavoro, e anche la paura che allunga i tempi di investimento. Anche per questo la richiesta di consulenze da parte di chi ha deciso di comprare è aumentata tantissimo: c’è smarrimento e grande confusione. In realtà, il mutuo rimane un’ottima opzione, considerando il fatto che i prezzi degli affitti sono ulteriormente aumentati e in alcuni casi la rata del finanziamento può essere più vantaggiosa anche del 25-30%».
Tra quotazioni immobiliari stabili, tassi di interesse appena cresciuti e locazioni in aumento, la situazione sembrerebbe rimasta invariata rispetto a due anni fa. Anche se l’andamento dell’economia sta giocando un ruolo fondamentale nella perdita di fiducia sia da parte delle banche che delle persone. «Se da una parte la paura fa esitare le famiglie negli investimenti - conclude il consulente - dall’altra le banche richiedono maggiori garanzie. Infatti, se finora gli istituti garantivano l’80% del prezzo totale dell’immobile, ora arrivano al 70% perché sono meno propensi ad assumersi rischi. Ciò significa che per accendere un mutuo bisogna disporre di qualche migliaio di euro in più».
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