Il Tirreno

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Le reazioni

Soddisfatta del lavoro svolto anche la senatrice Donatella Poretti dei Radicali che fa parte della commissione d’inchiesta . «Il lavoro della commissione d'inchiesta iniziato a giugno 2010 ha visto...

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di Lucia Aterini

MONTELUPO. Slitta l’ultimatum dato per l’Opg dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale presieduta da Ignazio Marino (Pd). Entro ieri l’Opg doveva adeguare i locali in modo da avere nell’ex villa medicea, dove al momento si trovano circa 120 internati, una struttura psichiatrica riabilitativa.

L’amministrazione penitenziaria non ha fatto niente e lo aveva già comunicato dai primi di gennaio. Ieri la commissione, accompagnata dai carabinieri dei Nas, non ha bussato all’Ambrogiana. Lo farà la prossima settimana, probabilmente già a partire da lunedì. E a quella data dovrà anche decidere se sequestrare l’Opg come aveva annunciato nelle settimane scorse il presidente della commissione Marino. Le caratteristiche dell’Opg non sono variate affatto: esiste ancora il sovraffollamento, così come non sono state ancora adeguate le celle poste sotto sequestro per carenza di criteri di vivibilità. Quando a luglio il presidente Marino le pose sotto sequestro le condizioni igieniche erano carenti. Molti degli internati ospitati in queste celle, quelle dove non sono stati fatti lavori di ristrutturazione, erano costretti a vivere in spazi dove allo stesso tempo mangiavano, dormivano e facevano i loro bisogni fisiologici protetti solo da parapetti piccoli e bassi.

E, di fronte a queste inadempienze, il pacchetto di prescrizioni firmate dalla commissione d’inchiesta parla chiaro: si dice che, in sostanza, se non vengono fatti gli adeguamenti e vengono violate le disposizioni della commissione scatta la denuncia all’autorità giudiziaria. Tanto più che anche Marino si era detto pronto al sequestro di parti o dell’intero Opg in caso di inottemperanze.

Nel frattempo al Senato è stato approvato, nel quadro della legge sui carceri, l’emendamento sulla chiusura degli Opg. «E' evidentemente un passo storico per il nostro paese - spiega Marino - chiudiamo gli Ospedali psichiatrici giudiziari, chiudiamo strutture che per ottant'anni sono rimaste uguali a sé stesse, diventando il luogo in cui celare ciò che per alcuni erano solo rifiuti umani. «L'emendamento discusso lo permette - va avanti - Questa norma è un passo epocale per dire un no netto: il nostro paese non può e non vuole tollerare che esista un inferno dei dimenticati".

Secondo l’emendamento tutte le strutture italiane di questo tipo dovrebbero chiudere entro il 31 marzo 2013. « La legge, così come approvata dal Senato - aggiunge Marino - indica le caratteristiche e sancisce tempi certi per l'individuazione delle nuove strutture, interamente a carattere ospedaliero con una rete di vigilanza esclusivamente esterna, che permetteranno di superare gli Ospedali psichiatrici giudiziari. Questo voto responsabilizza tutti, Stato Regioni, magistratura: nessuno potrà più dire “io non sapevo o io non posso”, perché queste 1.500 persone internate, nella maggior parte dei casi senza garanzia delle cure e senza rispetto della loro dignita`, devono da tutti noi essere percepite come una ferita ed una vergogna nel nostro vivere civile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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