Il Tirreno

Empoli

Ma anche le vendite estere stanno frenando

Questi i dati del “Monitor sui distretti toscani” curato da CariFirenze e da Intesa San Paolo

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EMPOLI

Anche CariFirenze ha presentato uno studio con un approfondimento del sistema moda nell’Empolese. Che mostra perdita di smalto nell’ultimo scorcio dell’anno.

Nel 3° trimestre del 2011 le esportazioni dei distretti tradizionali toscani hanno registrato una buona evoluzione, sperimentando una crescita di poco inferiore al 10%. Tra le filiere, si legge, «è sempre quella dei beni di consumo del sistema moda a trainare i buoni risultati della Toscana. Alla tenuta della pelletteria fiorentina e al lieve miglioramento di Arezzo però «fa da contraltare il brusco rallentamento registrato dagli altri tre distretti toscani del sistema moda a maggiore vocazione internazionale: tessile e abbigliamento di Prato (+4,8%), concia e delle calzature di Santa Croce sull’Arno (6,1%) e abbigliamento di Empoli (7,3%) . Si legge nel monitor dei distretti della Toscana - anche la decelerazione delle esportazioni del distretto dell’abbigliamento di Empoli sono legate al peggioramento delle vendite in Francia e Regno Unito mentre mantengono buoni ritmi le vendite in Germania e Stati Uniti».

Tra gli altri distretti del sistema moda toscano, da evidenziare il mantenimento di elevati tassi di crescita dei distretti della provincia di Arezzo, sia tessile e abbigliamento, che filiera della pelle, la conferma dell’uscita dalla fase peggiore della crisi delle calzature di Lamporecchio e, all’opposto, la frenata del calzaturiero di Lucca, che evidenzia una evoluzione negativa rispetto al 3° trimestre del 2010». Sono questi, in estrema sintesi, i principali risultati che emergono dall’8° numero del Monitor dei distretti della Toscana di Carifirenze, curato dal Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. La crescita delle esportazioni sperimentata nei mesi estivi appare tuttavia in rallentamento, «confermando gli effetti di un graduale peggioramento della congiuntura internazionale, proseguito anche nell’ultimo scorcio del 2011».

Sarà sempre più difficile, pertanto, a quanto spiegano gli esperti di Monitor, per le imprese del Made in Tuscany mantenere i ritmi di crescita che sono stati registrati nei primi nove mesi dell’anno, cercando di compensare attraverso i mercati esteri la debolezza della domanda interna, che dovrebbe peggiorare ulteriormente nel 2012.

Sotto questo punto di vista , si conclude, preoccupa soprattutto la situazione dei distretti del mobile toscani.

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