Sicurezza
Dichiarava 22mila euro ma possiede case di lusso
Agente di commercio finisce nel mirino della Finanza e dell’Agenza delle entrate accertamenti in corso anche per un ristorante e uno studio professionale
EMPOLI. C’è anche un agente di commercio empolese tra i 42 soggetti - imprenditori ma non solo - finiti nel mirino della Guardia di Finanza e dell’Agenza delle Entrate nell’ambito dell’operazione congiunta definita Perseo. L’uomo, pur possedendo quattro immobili di prestigio a Empoli, dichiarava poco più di 22mila euro all’anno. Anche il suo caso è stato oggetto di verifica da parte del Fisco dopo che la sua situazione era stata riconosciuta come incongrua dalla Finanza.
Il progetto Perseo si riferisce infatti tanto ai controlli eseguiti direttamente dalle Fiamme Gialle quanto a segnalazioni inviate all’Agenzia delle Entrate a seguito dell’individuazione di soggetti le cui dichiarazioni hanno evidenziato valori anomali. Le posizioni emerse - tra loro anche quella di un ristorante di Empoli e quella di uno studio professionale di Fucecchio - hanno manifestato una capacità economica-finanziaria non in linea con l’ammontare dei redditi dichiarati, che in alcuni casi risultavano addirittura totalmente omessi. Gli attuali strumenti informatici permettono, infatti, di individuare soggetti che dimostrano capacità di spesa superiore a quanto dichiarato. Al riguardo è già possibile tracciare un primo bilancio dei controlli svolti nella Provincia di Firenze in relazione al “Progetto Perseo”, pianificato a livello centrale dalla Finanza ed eseguito su tutto il territorio nazionale.
Attraverso la metodologia dell’accertamento cosiddetto “sintetico”, nella provincia di Firenze sono state complessivamente esaminate le posizioni di 42 soggetti (5 imprese e 37 privati non imprenditori, tra cui anche soggetti di Montaione, Empoli e ancora Fucecchio). Le imprese sono state oggetto di controllo mentre i privati sono stati segnalati all’ufficio finanziario. Punto di partenza per l’avvio di accertamenti più approfonditi è stata la proprietà di automezzi di lusso: i dati relativi al possesso di Jaguar, Audi 8, Land Rover, Bmw, Suv e fuoristrada di grossa cilindrata sono stati incrociati con quelli relativi alla proprietà di beni immobili.
L’attenzione è stata posta, in particolare, su soggetti che, in base all’applicativo Cete in uso alla Guardia di Finanza, per 2 anni hanno evidenziato una sproporzione superiore al 25 per cento tra reddito dichiarato e capacità economica finanziaria ricostruita. Più nel dettaglio, i dati segnalati dalle fiamme gialle fiorentine su persone fisiche (non imprenditori) sono stati utilizzati dalla Direzione provinciale di Firenze dell’Agenzia delle Entrate per procedere con gli accertamenti sintetici secondo la metodologia del cosiddetto “redditometro” (così come utilizzabile per le annualità fino al 2008). Sulla base dei soggetti segnalati, l’ufficio finanziario ha notificato a 21 soggetti altrettanti avvisi di accertamento per maggiori imponibili quantificati in oltre 2,17 milioni e una maggior imposta di oltre 626mila euro. Le sanzioni per questi accertamenti sono pari a 735mila euro.
I controlli eseguiti verso soggetti titolari di partita Iva hanno invece determinato la costatazione di maggiori ricavi pari circa 500mila euro e Iva evasa per 20mila. L’attività di incrocio dei dati prosegue e si avvarrà dei numerosi riscontri acquisiti dalle pattuglie che quotidianamente, a seguito dei controlli su strada, identificano non solo i proprietari delle auto ma anche i loro abituali utilizzatori.
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