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Uno su due senza scontrino dal negozio

Uno su due senza scontrino dal negozio

Effetto Cortina in Valdelsa, controlli a tappeto della guardia di finanza anche nei bar, ristoranti e dai parrucchieri

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CASTELFIORENTINO

Anche in Valdelsa arriva l’ “Effetto Cortina”. Lo scorso fine settimana le fiamme gialle di Firenze hanno fatti controlli in tutta la provincia fiorentina e hanno lavorato in più direzioni: nel settore tributario, nell’ambito della regolare emissione dello scontrino e ricevuta fiscale e per quanto concerne l’importazione e vendita di prodotti contraffatti. Sostanziosi i risultati che sono emersi da questa attività fatta a tappeto.

In particolare a Castelfiorentino, per quanto riguarda l’emissione degli scontrini, è emerso che su due controlli fatti, uno presentava irregolarità. Sono state alcune decine complessivamente i negozi e i locali controllati nell’Empolese Valdelsa.

Secondo quanto spiegato dalle fiamme gialle fiorentine, i risultati «mostrano come sono ancora numerosi gli esercizi commerciali che non emettono alcun documento fiscale obbligatorio per la cessione di merce o per le prestazioni di servizio eseguite: il 39% dei controlli ha evidenziato irregolarità».

Su 209 controlli eseguiti in tutta la provincia di Firenze, 81 si sono conclusi con la verbalizzazione per la mancata emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale.

«Se si analizzano i soli dati che riguardano il capoluogo fiorentino - è stato spiegato dalla guardia di finanza - si può notare come questa media cresca, raggiungendo addirittura il 48% (su 86 controlli 41 sono irregolari), attestandosi sui medesimi valori della zona di Castelfiorentino in cui gli irregolari sono il 50%».

La media più alta è da attribuirsi alla zona del Valdarno Valdisieve dove quasi due controlli su 3 hanno dato un esito positivo (60%). Nel Mugello e nella zona dell’Empolese la percentuale che è stata registrata è del 22%.

I dati mostrano che, indistintamente, tutte le categorie economiche danno corso alla violazione fiscale, senza particolari distinzioni (bar, ristoranti, discoteche, parrucchieri ambulanti presso mercati rionali, negozi di abbigliamento, lavanderie, estetiste, fiorai, ricambi).

Nello specifico, nella città di Firenze, i maggiori esercizi che sono risultati “irregolari” sono stati quelli dediti alla somministrazioni e vendita di generi alimentari (cinque bar, tre panifici, due kebab, quattro chioschi di vendita panini, tre ristoranti, due chioschi di vendita di bevande, due gelaterie, quattro pizzerie, due chioschi di vendita di frutta e verdura, due macellerie, tre alimentari).

Seguono cinque negozi di vendita di capi di abbigliamento, tre discoteche, due autolavaggi, un tabaccaio, un barbiere. Questi, sempre secondo quanto spiegato dalla guardia di finanza, sono situati sia nel centro storico fiorentino sia nelle zone a maggior vocazione turistica (come per esempio il piazzaleMichelangelo) o in quei luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive che richiamano un gran numero di persone (tra gli esempi ancora lo stadio e i palazzetti dello sport).

In concomitanza ai controlli sull’emissione dello scontrino o ricevuta fiscale sono stati eseguiti anche accertamenti sul personale che veniva impiegato.

Tale attività ha portato all’individuazione di undici lavoratori in nero (10 Firenze e uno a Borgo San Lorenzo) sia italiani che extracomunitari (la maggior parte di giovane età), impiegati saltuariamente soprattutto nel fine settimana presso ristoranti, bar, pizzerie, non rispettando le più elementari prescrizioni di legge.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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