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«Le aziende in balia dei ladri» la rabbia di un titolare derubato
Assalto alla cassaforte della Hopplà di Montelupo Fiorentino, spariti soldi e assegni Il proprietario: «Noi siamo stati abbandonati, nessuno ci aiuta. Ma se molliamo, franerà tutto»
di Francesco Turchi
MONTELUPO
«È un colpo al cuore. Non tanto per i soldi, quanto per il gesto. Noi imprenditori siamo soli. Nessuno ci dà una mano. E le aziende sono in balia dei ladri. Ma se molliamo noi, frana tutto». Claudio Lastrucci è l’ennesima vittima di un’ondata di furti e rapine che sembra non avere fine. È il titolare della Cfg – Hopplà di via Gubbio a Montelupo, visitata nella serata di domenica da ladri capaci di mettere a segno un colpo da svariate migliaia di euro in soli sette minuti. Si sono introdotti all’interno della proprietà di Lastrucci, hanno appoggiato una scala direttamente sulla finestra dell’ufficio di Lastrucci, al primo piano. L’hanno sfondata e hanno fatto irruzione nel capannone. È scattato l’allarme, collegato con l’istituto di vigilanza Lince. Ma loro sono stati fulminei. Ai piedi della finestra c’era la cassaforte incassata nel muro. L’hanno presa a martellate fino a sfondarla. Poi l’hanno ripulita e se ne sono andati.
Quando gli agenti della vigilanza sono arrivati sul posto non hanno potuto fare altro che avvertire il titolare. Che proprio non ce la fa a buttare giù un boccone così amaro: «Dentro alla cassaforte c’erano un po’ di contanti e alcuni assegni, per un totale di alcune migliaia di euro». Ma non è questo il punto: «Un episodio del genere ti fa passare la voglia. Mi sono veramente rotto di come vanno le cose in questo Paese».
Di fronte a quella cassaforte distrutta Claudio è un fiume in piena. Ha sulle spalle un’azienda leader nella produzione di trasformabili e di letti, sia per l'arredamento di interni che per alberghi, collettività e comunità: «Tra dipendenti diretti e indotto, con questa ditta ci campano quaranta famiglie e vi posso assicurare che andare avanti è sempre più difficile».
Il riferimento è a quell’insieme di piccoli-grandi problemi con i quali si trovano a fare i conti quotidianamente tanti imprenditori: «Da una parte ci sono i clienti che non pagano, dall’altra gli studi di settore che stabiliscono se quello che compro è congruo con quanto guadagno. Poi bisogna fare i conti con i furti». Perché quello subito in azienda non è un caso isolato: «Non scherziamo. A casa non so quante volte sono venuti i ladri. Se uno guadagna due lire, alla fine le deve spendere per allarmi e telecamere. Ma vi sembra giusto? A casa, in ditta, alla cassaforte: ma come si deve fare? E poi oltretutto non sempre è sufficiente».
Come, suo malgrado, in questo caso: «C’era l’allarme alla finestra, così come alla cassaforte. Ma quei balordi sono stati velocissimi. Tra quando è scattato l’allarme a quando la pattuglia della Lince è arrivata qui sono passati appena sette minuti e dei ladri non c’era più nessuna traccia. Questo significa che sapevano dov’è la cassaforte e com’era fatta. Altrimenti se ne sarebbero andati a mani vuote. E invece sembravano telecomandati per come sono stati rapidi: non può avere fatto tutto uno da solo. Erano almeno due, con tanta forza visto come hanno ridotto la cassaforte».
A Lastrucci non è rimasto altro che fare il conto dei soldi spariti e dei danni, bloccare gli assegni e denunciare tutto alla polizia: «Ma non si può andare avanti così. Sono stanco e arrabbiato. Troppo spesso i malviventi la fanno franca, perché anche quando riescono a prenderli poi li rimettano subito in libertà. E invece se sbaglio io finisco in carcere. Nessuno ci aiuta – conclude amaramente il titolare dell’azienda di via Gubbio a Montelupo Fiorentino – siamo da soli contro tutti. Ma è bene ricordarsi che se molliano noi imprenditori, se ci tiriamo davvero indietro, qui crolla tutto».
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