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La profezia dei Maya in un'opera di Gabbrielli

Luciano Gianfranceschi
La profezia dei Maya in un'opera di Gabbrielli

 Ha cominciato a disegnare a 8 anni, quando frequentava le scuole elementari, non ha mai smesso nemmeno quando si è diplomato geometra

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Ha cominciato a disegnare a 8 anni, quando frequentava le scuole elementari, non ha mai smesso nemmeno quando si è diplomato geometra, né allorché frequentava architettura all'università a Firenze, interrotta prima della tesi. In questi giorni (il 19 gennaio) il maestro Maurizio Gabbrielli ha compiuto 58 anni, dunque le nozze d'oro con i pennelli e la creatività. Si ricordano sue mostre di pittura al Circolo ricreativo di Fucecchio dove fu premiato, nella sala della Misericordia, a San Pierino dove vive. Da quando ha lasciato la rivendita giornali, si dedica soltanto all'arte: e il primo quadro dell'anno 2012 è intitolato "La fine del mondo".

«Ho inteso rappresentare l'ipotesi della profezia dei Maya con un dipinto denso di simbolismi astrologici e di avvenimenti metacatastrofici, in un panorama terrestre privo di figure umane e affidato solamente alla probabilità degli eventi», osserva. Lavora su grandi dimensioni, ritocca i simboli delle tante culture. Anche mentre parla ha il pennello in mano, la forza è nel colore. Quando qualcuno guarda un quadro, Gabbrielli lo ritiene incompiuto se all'osservatore non fa vibrare qualcosa dentro. «Nel mondo a venire l'arte sarà un deterrente contro i fuorvianti miti del materialismo, e accompagnerà i giovani sul percorso di allontanarsi dallo smarrimento attuale». Pessimista sul presente, ha fiducia nel futuro. «Dopo vari percorsi artistici non rinnego niente – conclude – le mie opere sono della corrente Passpartout, prima o poi arriveranno dappertutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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