Italia
La Beata Berta è stata dimenticata
Apparteneva alla famiglia de' Cadolingi, signori di Fucecchio
Fucecchio sta dimenticando Berta, una sua santa. Nasce nel 1106, figlia di Lotario de' Cadolingi, signori e conti di Fucecchio. Fin da piccola mostra grande fede e disinteresse per i beni terreni. Fanciulla, entra nel monastero delle benedettine vallombrosane di Santa Felicita a Firenze. Il suo comportamento è esemplare. Tutti l'ammirano e la incaricano di riformare il monastero di Cavriglia (Arezzo). Berta non dice di no. E, in poco tempo, lo fa rifiorire. La chiamano “venerabile”, “dono di Dio” e “badessa per grazia di Dio”. Nel 1197, ormai in là con gli anni, malata, non vuole mancare ai riti della settimana santa. Il giovedì partecipa alla liturgia e lava i piedi alle consorelle. Il venerdì è presente ai riti della croce. Il sabato riunisce le monache. E dice loro: «Restate unite nella preghiera e nella carità».
Muore, nella notte. E' il 6 aprile. Il corpo viene tumulato nel monastero. Ma, nel XIV secolo, durante le guerre tra Firenze e Siena, va perso. Il 12 ottobre 1671, il curato Leonardo Biondi lo ritrova durante i restauri della chiesa. E' gran festa. Il 7 novembre 1672, a lavori finiti, il corpo della Beata Berta viene messo in un'urna, poi murata sotto l'altare del vicino oratorio a lei dedicato.
Nel 1803, su proposta del canonico Giulio Taviani, «la insigne Collegiata di Fucecchio, già Signoria dei conti Cadolingi, deliberò di istituire e propagare ivi pure il culto per la Beata Berta». Ma l'iniziativa non ha successo. Non così è per Cavriglia, che nel 1733 la elegge sua patrona. La sua festa viene celebrata la prima domenica d'agosto.(r.c.)
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