Il dolore
L'organaro Agati fece un capolavoro
Lo strumento venne inaugurato in Collegiata il 29 gennaio 1850
FUCECCHIO
La notizia agitò il paese alla fine del 1849. Nicomede Agati, l'organaro di Pistoia, non stava bene e non poteva portare a termine i ritocchi necessari. Sicché, il Capitolo della Collegiata e la Compagnia di San Candido, che aveva coperto quasi tutte le spese, decisero di rimandare l'inaugurazione dell'organo della Collegiata.
Per molti anni, ci si era lamentati che la chiesa principale non avesse un organo decente. Quello vecchio (realizzato dai Tronci, anche loro noti organari pistoiesi, per la pieve) era stato rimesso insieme, nel 1787, quando, il 3 ottobre, era stato aperto al culto l'edificio completamente rifatto. Ma, nel 1845, aveva cominciato a mostrare tutti i suoi anni. Era divenuto quasi inutilizzabile. Allora, il Capitolo aveva deciso di farne realizzare uno nuovo. Alla gara indetta, avevano partecipato tre ditte importanti: Tronci, Agati e Ducci. Quest'ultima, fiorentina, era stata quella che aveva presentato il preventivo più basso. Le altre erano state molto più alte. L'Agati, in particolare: aveva chiesto 1.300 scudi. I sacerdoti del Capitolo avevano concluso che non potevano permetterselo. A questo punto, era intervenuta la Congregazione di San Candido. Sia mai. E aveva preteso il meglio: Agati. Di qui l'accordo per un organo buono, ma che non costasse più di 700 scudi. Nicomede, qualche giorno dopo, pur non guarito, poté completare l'opera del suo capolavoro. L'inaugurazione avvenne il 29 gennaio 1850, organista Emilio Conti. L'organo ha avuto bisogno di un restauro, nel 2008, effettuato da Sandra Pucci e Pietro Gori.
Riccardo Cardellicchio
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