Il dolore
I dipendenti della Imer votano sul loro destino
Lunedì referendum sull’accordo che è stato siglato dalla Fiom e dall’azienda in ogni caso lo stabilimento certaldese verrà chiuso entro la fine dell’anno
di Giacomo Bertelli
CERTALDO
Confermata la chiusura della Imer di Certaldo per il 2012. Ma per i suoi dipendenti c’è la possibilità di lavorare fino alla fine del 2013 nello stabilimento senese di Rapolano e la speranza nel frattempo di essere ricollocati in un’altra azienda del settore edile della provincia. Questo almeno è il contenuto dell’accorto stipulato tra la dirigenza della Imer e la Fiom Cgil: accordo che lunedì sarà sottoposto al voto dei 66 dipendenti dello stabilimento certaldese con un referendum.
Se passerà il sì, l’azienda si impegna non solo a garantire il rapporto lavorativo per 24 mesi grazie ad un contratto di solidarietà, con lo spostamento della produzione alla sede di Serre di Rapolano nel senese, ma anche a trovare imprenditori nella Valdelsa disposti ad accogliere tra le loro fila le professionalità dei dipendenti Imer. Nel caso invece il referendum avesse esito negativo, occorrerebbe subito rimettersi a un tavolo per cercare di riallacciare una trattativa che si farebbe però sempre più difficile.
Il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie passa dunque dalla scelta che faranno lunedì. In ogni caso per loro sarà una situazione non facile. Se accetteranno l’intesa raggiunta tra azienda e Fiom, dovranno comunque affrontare il sacrificio non indifferente di sobbarcarsi 140 chilometri (70 la mattina e 70 la sera) per raggiungere lo stabilimento di Serre di Rapolano. Se invece la rifiuteranno dovranno prepararsi a uno scenario ancora non prefigurabile, come sostiene Stefano Angelini, rappresentante sindacale della Fiom che ha seguito sin dall'inizio della vertenza gli incontri con la proprietà.
In ogni caso, spiega Angelini, una volta terminato il referendum, qualunque sia l’esito, le parti dovranno comunque riavviare la trattativa per delineare i passaggi successivi.
La notizia del trasferimento dei dipendenti dallo stabilimento di Certaldo alla Serre di Rapolano arrivò il 22 ottobre scorso, quando Fabio Cameli della Rsu dell'Imer, in occasione dello sciopero dei metalmeccanici della Valdelsa, annunciò le intenzioni dell'azienda. Intenzioni confermate poco dalla Fiom Cgil. In seguito a quell’annuncio, le istituzioni locali e la politica hanno cominciato a interessarsi con forte preoccupazione alla questione, culminate nella lettera inviata dal sindaco Andrea Campinoti alla Imer nella quale sottolineava di ritenere utile incontrare la proprietà per discutere del futuro dell'azienda e ribadiva che la vocazione e la destinazione ad area produttiva di tutta quella zona e di quel sito produttivo rimarranno immutate.
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