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Sconto del 25% sulla Tia per bar, ristoranti e negozi

Sconto del 25% sulla Tia per bar, ristoranti e negozi

Dopo la rivolta dei mesi scorsi, ieri l’annuncio durante l’assemblea a Certaldo A giorni la firma dell’accordo, la riduzione scatterà con la prossima bolletta

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di Francesco Turchi

e Giacomo Bertelli

EMPOLI

Ristoratori, baristi, pizzazioli e ortolani hanno vinto la loro battaglia. Per loro, circa 300 attività dell’Empolese Valdelsa, è in arrivo un maxi-sconto del 25% sulla parte fissa della Tia. L’accordo tra associazioni di categoria e Publiambiente c’è, anche se solo nei prossimi giorni sarà messo nero su bianco. Ma intanto Franco Brogi della Fiepet Confesercenti l’ha anticipato nel corso dell’incontro certaldese sul raccolta porta a porta. E il presidente di Publiambiente, Paolo Regini, non l’ha smentito. Ma non solo: lo sconto sarà accompagnato dall’istituzione di un tavolo permanente con il compito di monitorare le bollette; inoltre, i commercianti andranno a “scuola” di differenziata: gli addetti di Publiambiente insegneranno loro i “trucchi” per arrivare a risparmiare un altro 3-4%.

La battaglia. La guerra era scoppiata quando con l’avvio della tariffazione puntuale, ristoranti, bar, pizzerie, negozi di fiori e ortolani si erano visti recapitare bollette con cifre anche triplicate. Per le utenze non domestiche, con il sistema porta a porta, incide molto di più la parte variabile della tariffa: il sistema di calcolo viene definito puntuale e si devono pagare gli svuotamenti dei bidoni dove finiscono i materiali organici, gli imballaggi e il materiale indifferenziato (a differenza delle famiglie che pagano solo i bidoni grigi, gli svuotamenti di quello che viene chiamato rifiuto indifferenziato). Scoppiò un putiferio, con i Comuni che cercano di mediare tra le parti, arrivando lo scorso novembre a una prima proposta: scontro del 10%. Ma secondo Confesercenti era troppo poco. Dopo altri due mesi di incontri, ecco la stretta di mano.

L’accordo. L’operazione prevede uno scontro – a partire dalla prossima bolletta – del 25% della parte fissa. Ma c’è di più, come spiega Franco Brogi: «Sarà istituito un tavolo per monitorare la bollettazione». Talvolta l’importo lievita perché la raccolta è fatta male: «Ci sono tanti modi per risparmiare. Spingeremo i nostri soci a unire le forze per acquistare le presse, in modo tale da comprimere la plastica e ridurne il volume e di conseguenza i costi di svuotamento. Un ulteriore 15% di sconto sarà fatto a chi porterà autonomamente i rifiuti all’isola ecologica. Per farlo basta un furgone (non utilizzato per il trasporto alimentare) e un’autorizzazione dal costo annuale di 20 euro: se più attività uniscono le forze, il risparmio è certo».

Tutti a scuola. «Gli esercenti – aggiunge Lapo Cantini di Confesercenti – devono anche imparare a modificare alcune abitudini. Per esempio utilizzando le tovaglie di stoffa invece che di carta. L’accordo prevede un intervento di formazione degli esercenti da parte di operatori di Publiambiente».

Gli esempi. Vediamo cosa cambia. Se un ristorante di 125 mq nell’era del cassonetto spendeva 1.856 euro, con il porta a porta si era visto recapitare una bolletta di 3.186 euro. Con lo sconto ne pagherà 2.247. Così come un locale di 254 mq era passato da 3.772 euro a 7.200; ora scenderà a 5.362 euro, con l’aumento che passa dal 100 al 40%.

L’assemblea. Clima più sereno rispetto a una settimana fa (quando si sfiorò la rissa) nell’assemblea certaldese. Decine di domande hanno trovato la pronta risposta dei responsabili di Publiambiente e dell'amministrazione comunale. Eugenio Formisano, fruttivendolo si interroga, come Alessio Landi, titolare di un bar, come «non sia stato possibile trovare un sistema alternativo al porta a porta». Giuseppe Riccobono, titolare di una pizzeria, chiede "in base a quali criteri sono state scelte le tariffe»; Emiliano Bernacchini, macellaio, lamenta «scarsa educazione da parte degli informatori». Aspetti legati all'igiene vengono affrontati da Francesca Casamuri, ristoratrice: «L'estate è il periodo dove lavoriamo maggiormente, i clienti sentiranno cattivi odori, come potremo tenere fuori i bidoni, considerati anche i controlli rigidi dell'Asl?». Andrea Pampaloni ha un panificio e solleva una questione particolare: «Abbiamo bidoni di portata superiore a 5 litri, ma dall'informatrice mi è stato risposto che mi devo rivolgere a un'azienda privata per disfarmene». Dafne Canevaro, ristoratrice, chiede invece «a chi rivolgersi per controllare le fatturazioni se sono corrette o meno». Tanti dubbi fugati, altri no. Ma su una cosa il presidente di Publiambiente, Paolo Regini è stato chiaro: «Indietro dal porta a porta, non si torna».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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