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L’Imu tiene in ostaggio i bilanci dei Comuni

L’Imu tiene in ostaggio i bilanci dei Comuni

Slitta la “lezione” col funzionario del ministero. Sindaci a caccia di 800mila euro per salvare il sociale

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EMPOLI

I bilanci dei Comuni del circondario sono prigionieri dell’Imu. Sindaci, assessori e uffici sono alle prese con proiezioni e ipotesi sull’impatto dell’Imposta municipale unica: «Ma per il momento non c’è niente di concreto. Abbiamo rinviato anche l’incontro con i sindacati perché in questa fase sarebbe prematuro» assicura il delegato del Circondario Federico Campatelli. Che, come i suoi colleghi, aspetta con ansia l’incontro inizialmente previsto per l’altro ieri e poi posticipato a martedì, con un funzionario del ministero dell’Interno che avrà il compito di illustrare nei dettagli le modalità di applicazione dell’Imu. Campatelli per il momento non può fare altro che ripetere il concetto: «Dobbiamo prima di tutto capire l’entità del taglio dei trasferimenti: sappiamo che sono 3,2 miliardi a livello nazionale, ma questo dato andrà rapportato dal circondario. Ciò di cui siamo certi è che con le aliquote standard (0,4 per mille per la prima casa e 0,76 per mille per tutti gli altri immobili) si tratta di un'operazione a saldo zero per le amministrazioni comunali. Per tutti gli immobili che non sono prima casa, il 50% verrà versato direttamente nelle casse dello Stato» Si va dunque verso un ritocco delle aliquote, visto che gli enti possono aumentare o diminuire dello 0,2 quella sulla prima casa e dello 0,3 per mille l'altra.

La scelta politica in questo senso è chiara: «Applicheremo l'Imu come una mini-patrimoniale, salvanguardando le prime case a discapito di tutti gli altri immobili: vogliamo agire sul patrimonio anziché sul reddito». Intanto anche le associazioni di categoria seguono con una buona dose di apprensione l’evolversi della situazione, consapevoli che i negozianti dovranno fare i conti con un aumento del 75-80% rispetto a quanto pagavano di Ici.

Lo sanno bene gli undici sindaci dell’Empolese Valdelsa che intanto hanno fissato un altro obiettivo irrinunciabile: « A seguito dei tagli al fondo nazionale per le politiche sociali, nei nostri bilanci dovremo trovare 800mila euro in più per garantire lo stesso livello di servizi nel settore». Soldi che dovranno arrivare anche dall’Imu, visto che «ormai – conclude Campatelli – non c’è più niente da tagliare, siamo all’osso».(f.t)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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