Gioco
Altri dieci milioni per aiutare le aziende ad affrontare la crisi
La Banca di Cambiano ha deciso di raddoppiare il fondo per la concessione di finanziamenti a tassi agevolati
di Lucia Aterini
EMPOLI
Dieci milioni per aiutare le piccole aziende a difendere i loro capannoni dall’onda lunga delle scelleratezze finanziarie compiute in tutto il globo. La Banca di Cambiano ha deciso di rifinanziare il plafond di 5 milioni, un’operazione fatta la prima volta a ottobre in collaborazione con Confindustria e Confidi imprese toscane. La cifra messa sul piatto è stata esaurita in breve tempo e questa volta l’istituto di credito, con sede a Castelfiorentino, ha deciso di mettere a disposizione altri 10 milioni sia per l'attività ordinaria che per i progetti di sviluppo delle imprese del territorio.
Secondo lo schema della prima operazione, l'importo massimo finanziabile è di mezzo milione di euro per operazioni finalizzate ad investimenti in energie rinnovabili, innovazione ed internazionalizzazione ed ha una durata massima di quindici anni. L'altra forma di finanziamento - a breve termine - ha due importi massimi: quattrocentomila euro per operazioni di smobilizzo crediti e anticipi, e duecentomila euro per l’elasticità di cassa. Ogni richiesta di finanziamento, come già fatto per la prima operazione, sarà deliberata dalla Banca entro trenta giorni dalla presentazione della documentazione. Inoltre, Confidi imprese toscane da ottobre ha applicato condizioni agevolate per l'accesso alle garanzie. Grazie a questo intervento, come da condizioni dell’accordo, vengono abbattuti i tassi, diminuiscono le spese per l'azienda e - nel caso le garanzie non siano considerate sufficienti di fronte a un progetto che viene comunque ritenuto valido - è la stessa Confidi a fare da garante.
Le aziende possono chiedere ulteriori informazioni alle sedi della Cambiano, dove dovranno presentare il progetto e la relativa richiesta di finanziamento, che sarà deliberata dall’istituto di credito castellano - qualunque sia l'esito - entro 30 giorni dalla presentazione della documentazione.
«Questa è una dimostrazione concreta del fatto che la nostra è una banca non solo del territorio ma anche nel territorio - spiega il direttore della Banca di Cambiano Francesco Bosio - purtroppo anche nella nostra zona ci sono molte aziende con difficoltà non facilmente risolvibili e noi cerchiamo di attivare un volano che debba ricadere nella zona». »Questa è la scelta portata avanti anche quando - aggiunge ancora - abbiamo deciso di offrire conti a costo zero non facendo pagare al correntista neppure l’imposta di bollo».
Una politica da “banca di campagna”, come sottolinea Bosio, quella messa in piedi dalla Cambiano che rifugge dai gigantismi finanziari scelti da molti altri istituti di credito «ma che alla fine ci ha ripagato». Anche negli ultimi scorci del 2011, dall’osservatorio della Cambiano, i piccoli risparmiatori hanno tenuto comportamenti equilibrati senza ritirare i soldi dai conti correnti o altro. «In genere i prodotti che proponiamo non hanno rischi elevati - conclude il direttore - E orientiamo la clientela con profili abbastanza personalizzati, secondo le loro caratteristiche».
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