Gioco
Un’opera di Arieti nella fattoria Montellori
FUCECCHIO La gente partiva apposta con il pullman, negli anni Cinquanta, per andare a vedere a Montecatini il corso dei fiori. Grandi carri come quelli del carnevale di Viareggio, ma anziché in...
FUCECCHIO
La gente partiva apposta con il pullman, negli anni Cinquanta, per andare a vedere a Montecatini il corso dei fiori. Grandi carri come quelli del carnevale di Viareggio, ma anziché in cartapesta realizzati con i fiori. Ora invece esistono opere d’arte, realizzate con i fiori, che nel ciclo della natura poi sfioriscono per tornare a nuova vita l’anno successivo.
Accade nel giardino della fattoria Montellori: con 800 ciclamini, di varie tonalità anche se predomina il colore che dà nome al fiore, l’artista Stefano Arienti ha raffigurato un lungo braccio e una grande mano aperta che affascinano. Inaugurata il mese scorso, l’opera non ha sofferto le ultime gelate ed è ancora visitabile, gratis, su appuntamento telefonico: 0571 260641.
Aggiunge Eva Perini, che con Alessandro Nieri fa gli onori di casa agli “Incontri a Montellori”: «La fattoria, quando fu acquistata dalla famiglia Nieri nel 1895, aveva già il giardino. Che in questi circa 120 anni continua ad essere fedele alla forma originale: le aiole, i disegni, tutto è come da documentazione storica». Poi stupisce: «La novità sta nelle varie opere con i fiori, che rifioriranno la stagione successiva se e come la natura vorrà: “Convivio”, di Luca Vitone, 570 bulbi di zafferano. “Solco rosso”, di Marco Bagnoli, 600 tulipani olandesi. “Nel momento”, opera di Remo Salvadori, che ha replicato sul terreno un suo lavoro di 8 metri utilizzando narcisi gialli). E anche il labirinto cretese (9 per10 metri) di Daniela de Lorenzo, percorribile ed orientato da ovest».
Luciano Gianfranceschi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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