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Sì di Confcommercio al patto anti-Monti oggi c’è il primo test

Sì di Confcommercio al patto anti-Monti oggi c’è il primo test

EMPOLI La stretta di mano c’è stata. Sulla carta grande distribuzione e negozi di vicinato rispetteranno il calendario delle aperture festive fissato prima della liberalizzazione. Ma il primo vero...

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La stretta di mano c’è stata. Sulla carta grande distribuzione e negozi di vicinato rispetteranno il calendario delle aperture festive fissato prima della liberalizzazione. Ma il primo vero test, al di là degli annunci, c’è oggi, prima domenica di chiusura (nonostante i saldi)secondo il protocollo d’intesa: si vedrà se i negozianti rispetteranno l’input delle associazioni e c’è da capire anche il comportamento della media distribuzione, che non ha partecipato alla concertazione

Intanto Confcommercio plaude la riconferma dell’accordo sugli orari del commercio promossa dal Circondario Empolese Valdelsa, che sarà sottoscritta anche dalle altre categorie, da Unicoop e dai sindacati: «Ci sembra una proposta di buon senso – conferma il presidente di Confcommercio Empoli, Andrea Casini –. In un momento in cui la liberalizzazione indiscriminata minaccia le piccole e medie imprese e il commercio in generale, accogliamo favorevolmente l’opportunità di condividere un punto di equilibrio per il futuro, che riporti un po’ di certezze fra i commercianti. Così facendo si potranno mantenere, tra le altre cose, la tendenza di una domenica al mese di apertura straordinaria. A tale proposito auspico alla più ampia partecipazione di tutte le parti sociali invitate al tavolo, com’è accaduto in Provincia di Pisa, dove si è riusciti a trovare una sintesi tra associazioni di categoria, grande distribuzione e lavoratori».

Una posizione condivisa da Alessandra Signori, presidente provinciale di Confcommercio Firenze, che segue con interesse l’evolversi della situazione. «Trovo saggia la proposta del Circondario Empolese Valdelsa – spiega Signori – in un momento in cui le deregularion generalizzate porterebbero un danno rilevante alle imprese».

«Ricordiamoci che la scellerata ipotesi di un’apertura di 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno non sarebbe una condizione sostenibile per le piccole imprese a condizione familiare o con pochi addetti, pertanto il rinnovo dell’accordo sugli orari  è un fattore determinante per l’evoluzione positiva del mercato».  

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