Il Tirreno

Empoli

Morta al S. Giuseppe forse per un batterio scoperto troppo tardi

Morta al S. Giuseppe forse per un batterio scoperto troppo tardi

La figlia di una pensionata denuncia: solo dopo settimane di ricoveri e analisi le è stata diagnosticata l’infezione

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di Giacomo Bertelli

CASTELFIORENTINO

Un caso di malasanità o il tragico epilogo di circostanze sfortunate sovrapposte a un quadro clinico già compromesso ? Forse solo un’indagine accurata potrebbe fare luce in modo definitivo sulla morte di una pensionata castellana di settanta anni, Giovanna Giacomelli, deceduta all’ospedale di Empoli il 23 gennaio dell’anno scorso dopo un mese di calvario. È la figlia Cristina Giuliani, a raccontare questa triste storia, che dopo tanti mesi non le dà pace: la donna sospetta che se l’infezione provocata da un batterio molto aggressivo che venne diagnosticata dopo settimane di sofferenze in ospedale fosse stata scoperta prima forse la madre poteva essere salvata.

La signora Giovanna soffriva di diabete e mieloma ma, secondo quello che sostiene la figlia, non sarebbero state queste due malattie a provocarne la morte, bensì, appunto, il fatto che i medici non avrebbero capito sin da subito quale fosse la vera causa dell’improvviso aggravamento delle sue condizioni avvenuto circa un mese prima del decesso.

«Non chiedo vendetta - dice la signora - ma raccontare quello che è successo in modo che episodi del genere non abbiano a ripetersi più».

Tutto cominciò il 28 dicembre 2010, quando le condizioni dela signora Giovanna precipitarono. «Fino al giorno prima stava bene - dice la figlia - tant’è che aveva preparato il pranzo di Natale per 13 persone. Era in salute, nonostante il diabete e il mieloma la mettessero a dura prova».

La sera del 28 dicembre invece inizia ad accusare un forte mal di testa, a mostrare difficoltà nel parlare e un evidente stato di confusione. Il medico di famiglia consiglia un immediato ricovero. La donna viene portata al pronto soccorso di Empoli, dove le viene diagnosticata un'ischemia transitoria. Giovanna Giacomelli da quel momento passerà 17 giorni in ospedale, dove in seguito a successive analisi le viene riconosciuta anche una forte sinusite. «Intanto - racconta la figlia - il sangue non arrivava con il flusso necessario al cervello, mia madre aveva bisogno delle flebo e mangiava pochissimo per non dire niente. Sul finire della seconda settimana di ricovero un medico ci disse che stavano comparendo i sintomi della depressione. Allora mi arrabbiai: mia mamma parlava sempre meno e aveva continui giramenti di testa, chiesi che venissero fatte altre analisi».

La donna venne sottoposta a una tac alla testa ma gli esami non portarono nuove indicazioni utili. Così, dopo 17 giorni di ricovero, fu mandata a casa, dove però la situazione non fece che peggiorare. La pressione restava alta, Giovanna non camminava più e dormiva continuamente. Dopo due giorni, nuovo ricovero in ospedale anche perché la donna mostrava un affaticamento cardiaco e una pleurite. Passa un'altra settimana in ospedale fin quando a casa Giuliani non arriva una telefonata dei medici che avvertono che ormai per la mamma non c’è più nulla da fare. Nel frattempo giungono i risultati di altre analisi,dalle quali si scopre che la pensionata era affetta da una grave infezione batterica. Viene intubata, si procede alla terapia, ma ormai è troppo tardi. Giovanna dopo un mese di sofferenza, decine di analisi, tre tac e due ricoveri in tre settimane si spenge all’ospedale San Giuseppe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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