Sicurezza
La fame mise in ginocchio il castello
Si mobilitarono il vicario regio e i parroci ma senza successo
FUCECCHIO
L’antico castello sulla via Francigena, ricco di storia, è messo male. V’impera la miseria. Si parla, addirittura, di carestia. Non sono pochi i fucecchiesi costretti a mendicare nelle località vicine. C’è chi cerca fortuna altrove. Ma c’è anche chi muore letteralmente di fame. Le strade offrono spettacoli toccanti. A farne le spese, sono soprattutto i bambini. Il vicario regio si rende conto della situazione e consiglia al Comune di prendere un prestito per dare il via a lavori pubblici, in cui impegnare almeno alcuni di quelli che non hanno di che mettere insieme neanche un pasto. Coloro che guidano il Comune non possono far finta di niente e prendono un prestito di duemila scudi. Non ha altro su cui fare affidamento. Infatti, ha dovuto mantenere truppe austriache di stanza a Fucecchio dal luglio 1799. Ha speso ben 5.600 lire. Senza contare che prima ci sono stati i francesi. Un disastro.
Per far fronte alla carestia, si mobilitano anche i parroci. A ogni messa non si stancano di chiedere, alle famiglie facoltose (ce ne sono), di mettersi una mano sul cuore. Ma sono poche quelle che rispondono, e si muovono, in particolare, più per mettersi la coscienza a posto che per vera spinta di bontà. E non è che facciano cose clamorose. Stanno male anche i carcerati, che si trovano nelle prigioni di piazza Maggiore (piazza Vittorio Veneto). Spetta al Comune mantenerli. Però, le ristrettezze economiche non consentono d’andare oltre un tozzo di pane e acqua, per pranzo e cena. Al posto di minestra e companatico, previsti.
R.C.
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