La manifestazione
In via de’ Neri tra disagi e scarsa sicurezza
Pazienti e dipendenti dell’azienda sanitaria hanno un solo bagno e nessuna uscita d’emergenza
EMPOLI
Mentre negozianti e residenti di piazza San Rocco bocciano l’idea dell’Asl di trasferire lì il Sert, i dipendenti del Servizio sono preoccupati per la loro incolumità: il trasferimento di uffici e ambulatori non avverrà prima di marzo e le condizioni strutturali dell’edificio sono decisamente preoccupanti.
Bocche cucite di fronte ai taccuini, ma a “microfoni spenti” lavoratori e utenti confermano che al momento il palazzo di via de’ Neri è stato dichiarato inagibile e chiuso per metà.
Le stanze dove si ricevono i pazienti (alle prese con svariate dipendenze, dall’alcol alla droga passando per il gioco d’azzardo), così come gli uffici sono stati confinati in una parte della struttura, che risulta insufficiente ad accogliere tutti. Gli spazi sono strettissimi e non sono mancate le proteste di utenti che si sono trovati a fare un colloquio con lo psicologo alla presenza di altri dipendenti della struttura, confinati nello stesso ufficio, senza che il minimo diritto alla privacy fosse garantito.
Ma non finisce qui. I disagi sono dovuti poi anche alla presenza di un solo bagno, che deve essere a disposizione di pazienti e operatori: un secondo servizio igienico c’è ma si trova nella parte del palazzo chiusa in quanto dichiarata pericolosa. Ad allarmare i dipendenti del Sert è poi la mancanza di uscite di sicurezza e la presenza di sbarre a tutte le finestre del piano terra: nel caso di un eventuale pericolo non esistono vie di fuga se non la porta d’entrata.
Che sia necessario il trasferimento in un locale più idoneo e sicuro è dunque fuori dubbio. Anche se il dirigente del Sert Stefano Scuotto non rilascia nessuna dichiarazione in merito: «Mi dispiace ma su questa vicenda non posso dire niente». Non resta dunque che attendere le prossime mosse dell’Azienda sanitaria che a breve dovrà ufficializzare la sede prescelta per trasferirci il Sert. Si tratta indubbiamente di una patata bollente: il quartiere intorno a piazza San Rocco ha già gridato forte il suo “no”. Altri potrebbero prendere esempio. Ma una sede per garantire il Servizio dovrà comunque essere trovata.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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