La protesta
I quadri profumati di Nada Rugiati al “Mirada Art Cafè”
«Un modo per catturare le emozioni e trattenere i ricordi» La prolifica artista vinciana espone fino a metà febbraio
di Paolo Santini
EMPOLI
Ammirare le opere di Nada Rugiati – prolifica artista vinciana, classe 1970 - è come immergersi completamente in un altro mondo, scoprire altre dimensioni, assaporare l’essenza stessa dell’espressione artistica. Un’esperienza totalizzante, che assorbe l’osservatore coinvolgendone tutti i sensi. Non è un caso che, per capire a fondo i suoi quadri, sia utile, talvolta necessario, non solo osservarli ma anche “sentirli”, e l’artista ha realizzato per ogni opera in esposizione un profumo che accompagni l’osservazione del quadro. Un modo per ricordarlo meglio, per legare indissolubilmente quell’osservazione in quel dato momento a un’esperienza irripetibile, a un profumo, a delle luci, a delle sensazioni che appartengono solo a quel momento. E solo a quella persona, immersa in quell’ambiente. Un modo per cercare di catturare le emozioni.
Le opere in mostra fino alla metà del mese di febbraio nelle sale del “Mirada Art Café” di Empoli, nella centralissima piazza Farinata degli Uberti, illustrano bene il percorso artistico di Nada Rugiati, in un’atmosfera rilassante e distesa, che predispone il visitatore alla contemplazione.
Una storia artistica importante alle spalle, con esposizioni collettive e mostre personali nei templi della cultura moderna, passando attraverso luoghi vivi della cultura contemporanea come gli art cafè, - ricordiamo la personale del 2006 al caffè letterario Giubbe Rosse di Firenze tanto per fare un esempio - che sembrano costituire l’ambientazione prediletta per l’artista. In effetti le suggestioni evocate dalle opere in un caffè, luogo d’incontro e di socializzazione, assumono colori più decisi, entrano a far parte dell’ambiente, vivono con esso, e le opere percorrono un tratto di vita insieme ai frequentatori del locale. Si arricchiscono col visitatore.
«Dove l'arte incontra la vita, – si legge nel sito web dell’artista - il colore diviene segno dell'anima, la materia forma dell'espressione, il gesto percorso materialmente immateriale»; e proprio dal vissuto dell’artista proviene un tratto della sua formazione, che racconta di una manualità sensibile, legata a doppio filo all’essenza profonda della materia e alla sua forma. Un percorso in continua evoluzione attraverso il quale l’artista sperimenta l’intreccio degli elementi della quotidianità, fatti di corde, pelle, legno, resine, paste che caratterizzano in maniera forte l'espressione artistica, in un dialogo continuo con la materia.
Punti fermi della riflessione artistica e della ricerca di Nada Rugiati, nell'ambito della pittura figurativa, restano comunque la figura, la forma e il colore. La figura, lontana dal figurativismo di stampo classico, con la scelta del soggetto come unico pretesto per una ricerca essenziale della linea, della dinamicità della forma, che evade dai margini del supporto per estendersi nello spazio dello spettatore - anche qui, nelle opere in mostra al “Mirada”- una ricerca che si esprime nella stilizzazione della figura e spesso verso l’astrazione della stessa. E allora la corda che si snoda sinuosa lungo tutto il supporto, protagonista e metafora di allusioni vitali, sembra uscire dal supporto stesso per proseguire idealmente il suo percorso nello spazio dello spettatore, entra in contatto con lui, lo stringe e lo prende a sé rendendolo parte della composizione, che a sua volta trae forza espressiva e vivificatrice da quest’intimo connubio. Lo spazio circostante l’opera, da ambientazione diventa parte del soggetto. Le infinite modulazioni del colore poi compongono una melodia dalla straordinaria profondità spaziale che accompagna lo spettatore in un percorso dalle suggestioni inaspettate. La composizione sembra radicarsi nella materia grazie all'uso di un colore pastoso, solido, dal forte impatto espressivo, che si manifesta nella prevalenza dei toni caldi, capace di esaltare il gioco dei volumi alla ricerca della terza dimensione, quasi a voler uscire dal supporto. E il locale vissuto, in questo caso, sembra proprio il luogo più adatto per godere di queste straordinarie intime fascinazioni. Dove: “Mirada Art Café”, Empoli, piazza Farinata degli Uberti, in orario di apertura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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