La manifestazione
Un patto per respingere il pericolo mafia
I sindaci del Circondario annunciano l’apertura di uno sportello antiracket e antiusura: guai ad abbassare la guardia
di Luciano Menconi
EMPOLI
L’allerta mafia lanciata dalla Fondazione Caponnetto non è rimasta inascoltata. A raccoglierla sono gli undici sindaci del circondario, con una presa di posizione molto netta: un appello congiunto alla società civile e alle istituzioni locali affinché non sottovalutino il rischio di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico dell’Empolese Valdelsa.
Non solo: i sindaci annunciano anche l’apertura di uno sportello antiusura e antiracket e promuovono l’idea di un patto per la legalità, che veda impegnati tutti, amministrazioni pubbliche, mondo delle professioni e categorie economiche, nel diffondere e praticare la cultura delle regole, per favorire l’emergere di situazioni sospette, per sostenere chi dovesse sentirsi isolato o trovarsi in situazioni di difficoltà.
Ricordando anche gli arresti effettuati dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze lo scorso mese e i gravissimi fatti emersi dalle indagini che hanno dimostrato il coinvolgimento di persone e imprese della Valdelsa in attività di stampo camorristico, i primi cittadini del Circondario avvertono «che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia di fronte al rischio di infiltrazioni mafiose nell'economia del nostro territorio» e sottolineano che per fare questo non sono sufficienti l'impegno e i risultati di magistratura e forze dell'ordine ma «è necessario che tutta la società - civile, economica e delle professioni - sia attenta e si comporti in modo eticamente corretto».
«Crediamo infatti - scrivono i sindaci - che tollerare la presenza, anche marginale, di fenomeni di infiltrazione mafiosa possa essere fatale: favorire attività redditizie ma non trasparenti, praticare concorrenza sleale, ma anche eludere il fisco o ricorrere saltuariamente al lavoro nero, sono azioni che, al di là della loro singola gravità e punibilità, contribuiscono nel loro insieme a creare quell'humus, quella zona d'ombra che diventa poi terreno fertile per l'inserimento di attività o capitali sporchi provenienti da attività illecite. Ed anche una piccola breccia, una sola azienda che cede al ricatto, può essere l'inizio di una infiltrazione la cui pericolosità e gravità sono altissime. Tanto più in un periodo di crisi economica come questo».
Da qui la proposta di stipulare il patto per la legalità tra enti locali e mondo del lavoro e la decisione di aprire - nel giro di poche settimane - uno sportello antiusura e antiracket che, tenendo conto anche della positiva esperienza di Regione Toscana e Fondazione per la Prevenzione dell'usura che vede attivo nel nostro territorio un Centro di ascolto presso la Misericordia di Empoli, coinvolga le associazioni del settore che operano a livello nazionale per far emergere i fenomeni esistenti e sommersi. Lo sportello dovrebbe avere una funzione di monitoraggio del fenomeno e assistenza a chi è disposto a uscire dall’omertà per denunciare situazioni criminali di cui è vittima o testimone.
«Per arginare il pericolo di infiltrazioni in territori non mafiosi come il nostro - spiega Andrea Campinoti, sindaco di Certaldo delegato alla sicurezza del circondario - bisogna tenere tutti quanti gli occhi bene aperti e occorre parlare di questi rischi pubblicamente. Perché le organizzazioni criminali possono scegliere anche l’Empolese Valdelsa per investire e fare i loro sporchi traffici. L’usura in particolare è uno dei modi in cui vengono reinvestiti capitali accumulati illegalmente, e questo, in un periodo di crisi come l’attuale, rappresenta una minaccia ancora più insidiosa».
E che sull’usura non si debba abbassare la guardia lo dimostrano i dati e le stime dell’osservatorio sul credito della prefettura, che ogni anno parlano di almeno 200 casi in provincia, un quinto dei quali nel circondario.
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