Il Tirreno

Empoli

Asta deserta per i macelli il Comune senza tesoretto

Asta deserta per i macelli il Comune senza tesoretto

I 750mila euro sarebbero serviti per estinguere i mutui e pagare i fornitori Toni non si arrende: «Colpa della crisi, ci riproveremo tra qualche mese»

2 MINUTI DI LETTURA





di Francesco Turchi

FUCECCHIO

Niente tesoretto da utilizzare per finanziare opere pubbliche, estinguere mutui e pagare i fornitori che sono in attesa dei soldi del Comune. L’asta per la vendita degli ex macelli pubblici è andata deserta. La crisi e le difficoltà legate all’accesso al credito hanno sconfitto, almeno per ora, i buoni propositi dell’amministrazione comunale fucecchiese che contava con questa operazione di liberarsi di un edificio in preda al degrado e ricevere una boccata d’ossigeno per le casse malandate. L’appuntamento era fissato per ieri mattina alle 9 in municipio: la base d’asta per il complesso immobiliare di via Sottovalle era stata fissata in 750mila euro per aggiudicarsi il corpo di fabbrica dei macelli con sala macellazione, la stalla di sosta, la rimessa e un fabbricato per abitazione di due piani, il tutto trasformabile in case e negozi.

Ma non è stata presentata nessuna offerta. Peraltro l’operazione pianificata dal Comune era stata al centro di una polemica, con l’ex sindaco Pietro Sollazzi (coordinatore del Movimento socialisti autonomisti locali) che aveva suggerito di trasferire nell’area la sede della polizia municipale, considerando anche che il Comune paga 21mila euro d’affitto all’anno per occupare i locali di via Battisti. La replica della maggioranza è stata affidata al consigliere comunale Alessio Sabatini (Pd): «La vendita degli immobili è necessaria per consentire gli investimenti pubblici bloccati dal patto di stabilità. L’affitto che paghiamo per la sede dei vigili è più che coerente con i prezzi di mercato».

L’amministrazione comunale è andata avanti per la sua strada, ma non è stata premiata. Il sindaco Claudio Toni ne prende atto, ma ribadisce la sua convinzione: «È evidente che in questa fase gli imprenditori non sono in grado di fare uno sforzo del genere, complici la crisi economica, il clima di sfiducia e le difficoltà che incontra chiunque nell’accesso al credito. Tuttavia siamo convinti della scelta fatta: ora resteremo in stand-by per alcuni mesi, in attesa che l’economia si rimetta in moto. Poi rifaremo l’asta».

L’esito della gara di ieri è un segnale poco incoraggiante anche in vista delle prossime aste: Podere Pannocchino (già due volte andata a vuoto, il tris fissato per il 10 febbraio, base di 410mila euro) e Podere Colmate (1,7 milioni di euro, offerte entro il 19 gennaio).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web