Il Tirreno

Empoli

Alleanza tra negozi e Coop contro Monti

Il circondario snobba la liberalizzazione: aperture festive invariate. E domani c’è la prova del nove

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EMPOLI

Manca solo la firma, ma ormai è ufficiale: il circondario snobba la liberalizzazione del commercio. Almeno per ciò che riguarda la possibilità concessa dal decreto Salva Italia di tenere aperte le attività 365 giorni all’anno. È l’esito del summit di ieri mattina, al quale hanno partecipato le associazioni di categoria, i sindacati e i rappresentanti di Unicoop, con la regia del delegato al commercio del Circondario, Giovanni Occhipinti, supportato dall’assessore al commercio del Comune di Empoli, Arianna Poggi. Come aveva auspicato Confesercenti alla vigilia, sarà firmato un “patto tra gentiluomini”, che di fatto ricalcherà l’intesa già sottoscritta nel 2010: undici aperture festive all’anno, oltre alle domeniche di dicembre.

«Tutti i partecipanti alla riunione - sottolinea Occhipinti - hanno convenuto sull'opportunità di arrivare alla definizione di un documento d'accordo, con cui le istituzioni possano compiutamente valorizzare la capacità di autoregolamentazione e concertazione dei vari attori presenti sul mercato. È evidente che l’intesa avrà carattere vincolante solo per chi deciderà di aderirvi. Questa situazione potrebbe mutare solo qualora la Corte Costituzionale accogliesse il ricorso che la Regione ha più volte annunciato». Alla fine dunque la concertazione ha prevalso sulle aperture selvagge: «La forte disponibilità al dialogo sempre mostrata in questo territorio dalle parti sociali - prosegue Occhipinti - rappresenta un elemento incoraggiante e una buona base di partenza per la costruzione di un protocollo d'intesa virtuoso ed efficace».

Ieri c’è stata la stretta di mano che porterà alla fime del protocollo d’intesa, prevista per la prossima settimana. Soddisfatta Confesercenti: «Si tratta - spiega il coordinatore Lapo Cantini - di un passo in avanti importante: una soluzione-tampone in attesa di capire come si evolverà la situazione a livello nazionale. La Coop ha ribadito la sua strategia: finché il quadro resta quello attuale non ha interesse ad aumentare le aperture. Se arriveranno nuovi competitors allora si vedrà». A questo punto non resta altro che aspettare domani, prima domenica non inserita nel calendario delle aperture pre-manovra, per vedere se i negozianti rispetteranno l’input delle loro associazioni e per capire il comportamento della media distribuzione. (f.t.)

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