Il Tirreno

Empoli

Il futuro di 200 negozi è nelle mani della Coop

Francesco Turchi
Il futuro di 200 negozi è nelle mani della Coop

Tavolo tra associazioni e grande distribuzione sulle aperture festive. Confesercenti: «300 posti di lavoro a rischio con la liberalizzazione selvaggia»

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI

La deregulation voluta da Monti rischia di mettere ko il commercio dell’Empolese Valdelsa. A lanciare il grido d’allarme è la Confesercenti, che mette sul piatto i numeri: «Le aperture selvagge - sottolinea il coordinatore Lapo Cantini - sono un favore alla grande distribuzione e rischiano di cancellare 200 negozi nel circondario, con la conseguente perdita di circa trecento posti di lavoro». Tradotto: il futuro è nelle mani della Coop, che ha la forza per aprire tutte le domeniche, con la possibilità di monopolizzare i flussi dei potenziali clienti facendoli confluire al centro commerciale di via Sanzio. Unicoop, attraverso il presidente Turiddo Campaini ha spiegato di essere contraria a questo tipo di strategia, dichiarandosi tuttavia pronta «a rispondere colpo su colpo alla concorrenza». Da queste parti però di fatto i competitors non ci sono o sono marginali e quindi la guerra sembrerebbe scongiurata. La vera riprova tuttavia la si avrà domenica, primo giorno festivo non inserito nel calendario annuale delle aperture sottoscritto alla vigilia della liberalizzazione da associazioni, sindacati, Comuni e grande distribuzione. Ma un primo segnale importante lo si avrà stamani, nel corso del tavolo convocato dal delegato del Circondario Giovanni Occhipinti.

Intanto Confesercenti ribadisce la sua posizione: «Chiederemo a tutti - ribadisce Cantini - di rispettare il calendario, ignorando la liberalizzazione». Il “patto tra gentiluomini” sembra possibile: «L’orario no-stop non è un problema: nessuno ha l’interesse di tenere aperto 24 ore al giorno. Sul piano delle aperture festive, le 11 annuali, oltre a quelle del mese di dicembre, sono sufficienti. A nostri associati daremo indicazione di rispettare il calendario e così chiederemo agli altri. In ballo c’è la sopravvivenza del commercio, dei centri storici e il futuro di centinaia di famiglie, che sarebbero devastate da un’apertura selvaggia dei negozi, a cominciare dalle commesse». E il presidente Enzo Nigi lancia un appello: «Chi ha intenzione di aprire la domenica ci ripensi: è come un calciatore che vuole dribblare tutti gli avversari. Solo se giochiamo di squadra, attraverso i centri commerciali naturali, abbiamo un peso». Quasi sicuramente qualche “scatto in avanti” ci sarà: «Magari dei negozi in franchising e della media distribuzione. Ma lo zoccolo duro dei commercianti non tradirà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa