Finanza
Parchi devastati dalle auto
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La strada interna al Corsini Corsini e Bombicci sembrano percorsi da Parigi-Dakar
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FUCECCHIO. Il viale inghiaiato che porta alla parte alta del parco Corsini assomiglia ogni giorno di più ad un percorso della Parigi-Dakar. Il continuo transito di auto di giorno e di notte ha provocato diversi avvallamenti lungo il viale che da piazza La Vergine sale fino parte alta del parco dove ha sede anche un pub molto frequentato dai giovani. Con le recenti piogge inoltre la ghiaia è stata trascinata a valle e di conseguenza sul selciato si sono formate delle grosse buche. Sembra di camminare sulle dune del deserto, ed ogni tanto occorre anche tirarsi da parte per dare la precedenza alle macchine che salgono o che scendono. Una situazione paradossale oggetto di discussione anche in un recente consiglio comunale. «Il tutti i parchi pubblici - dicono alcuni frequentatori del polmone verde della città - l'accesso alle auto è impedito non solo dai cartelli stradali, ma anche da semplici ed efficienti strumenti della tecnologia. Chi li chiama pilomat, chi invece dissuasori a scomparsa, oppure da una semplice sbarra automatica azionata da un telecomando. Tutto il mondo è paese, recita un vecchio adagio, ma ci sono sempre le eccezioni. Peccato che l'eccezione sia proprio il parco Corsini». Purtroppo però la situazione descritta non è la sola nel centro della città. Anche nel giardino della ex fattoria Bombicci, oggi intestato a Tommaso Cardini, ex maestro e ideatore del Palio delle contrade, sembra prevalere la legge del più forte. Ed i risultati dell'ingresso abusivo delle auto sono anche qui ben visibili lungo il viale centrale inghiaiato dove si sono già formate da tempo buche ed avvallamenti che con le piogge della settimana scorsa si sono riempiete d'acqua piovana trasformando il viale in un risaia. A restare penalizzati sono ancora una volta quei cittadini che si muovono a piedi, e che in questo caso per raggiungere via Battisti da corso Matteotti o viceversa, devono fare lo slalom tra le pozzanghere o salire addirittura sul prato per evitarle. Un'altra situazione paradossale alla cui evenienza però, circa una trentina di anni fa, quando venne costruito il giardino della ex fattoria, qualcuno aveva pensato. Dalla parte di via Battisti infatti era stata prevista una sbarra che impediva l'ingresso alle auto. Da qualche anno però la sbarra è stata tirata da una parte, ed i risultati sono anche in questo caso, sotto gli occhi di tutti. O almeno di tutti coloro che vogliono vedere. G.B.
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