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TRADIZIONI
Befanate e scherzi tra Vinci e il Montalbano
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VINCI. Dopo il successo ottenuto con "La Befanata Vinciarese" (La Versiliana editrice), il poeta Nicola Baronti ha ampliato la ricerca ed è nata la raccolta "Befanate e scherzi in poesia", in uscita da Sarnus. E' un tuffo gradevole nelle tradizioni e, se si vuole, nel lato irriverente della cultura toscana, con particolare riferimento a Vinci e il Montalbano, e vere chicche. Annota, Baronti: «Nel rapido e intenso verso toscano, nell'immagine poetica, nel gioco di parole si colgono la caratteristica del personaggio evocato, lo spirito della storia, la morale dello scherzo e della giovanile zingarata. Vengono fuori l'ingegno, l'arguzia, l'ironia che talvolta rasenta la divertita cattiveria del carattere toscano». Le befanate e gli scherzi sollecitavano i poeti estemporanei, gente del contado, lingue taglienti, ma anche alcuni intellettuali. Uno di loro, lo scrittore Renato Fucini (visse a Vinci ed Empoli), ci andava a nozze. Baronti riporta una sua lettera-scherzo, redatta con i fratelli Luigi e Roberto Martelli, e indirizzata al pittore fiorentino Telemaco Signorini. Troviamo anche una caricatura dei contadini di San Zio, scritta da Idalberto Targioni e "L'avvelenata", autore, alla fine dell'Ottocento, Filippo Ciompi, medico di Vinci. Baronti ha, al suo attivo, due belle raccolte di versi: "Il governatore delle acque" ed "Ex-Libris". R.C.
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