La manifestazione
Saldi invernali, l'avvio è al rallentatore
Marco Pagli
Confesercenti: «Tendenza contraria agli ultimi due anni»
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EMPOLI. Non sarà una falsa partenza, ma di certo per i saldi l'avvio è stato al rallentatore. Tutt'altro inizio rispetto agli ultimi due anni, quando i prezzi scontati avevano subito riempito i negozi del circondario. «In realtà un po' ce lo aspettavamo - spiega Lapo Cantini, responsabile della Confesercenti Empolese Valdelsa - a differenza degli ultimi due anni, infatti, quest'anno il primo giorno (venerdi ndr) è stato un feriale. Due anni fa, invece, i saldi erano cominciati di sabato, mentre l'anno scorso il giorno dell'Epifania. Il fatto che siano cominciati in un giorno lavorativo ha fatto sì che molte persone non siano potute uscire per acquistare. Quest'anno siamo partiti lenti e contiamo di aumentare i volumi di affari nel fine settimana». Insomma, non c'è stato il picco, ma ci rifaremo. Anche perché con un inverno così tardivo e con i conti delle famiglie sempre meno floridi, il commercio ha bisogno di una boccata d'ossigeno davvero consistente. Una boccata d'ossigeno che non tradisca le aspettative degli esperti, i quali quantificano nel periodo degli sconti un buon 15% del fatturato annuo. E nei primi tre o quattro giorni almeno la metà di questa percentuale. «La speranza è di stare su questi numeri - continua Cantini - perciò questi giorni di festa sono fondamentali per tutta la categoria. Sono i primi, infatti, quelli in cui la propensione a comprare è maggiore perché si ha una scelta più ampia e c'è più probabilità di trovare il prodotto che si desidera». Anche se molti, compresa la Confesercenti, avrebbero voluto una posticipazione dei saldi invernali proprio a causa del ritardo del clima freddo che dicevamo in precedenza. Per un motivo molto semplice: cioè che il periodo tra l'inizio dell'inverno vero e proprio, e quindi dell'acquisto dei capi pesanti, e la stagione degli sconti è stato troppo breve, un mese e mezzo appena. Periodo che se fosse stato più lungo, invece, avrebbe potuto portare un volume di affari maggiore. «Vuoi per l'attesa relativamente breve dei saldi, vuoi per la crisi che ha impoverito le famiglie - spiega il respondabile di Confersercenti di zona - tolti i regali di Natale, non è che i mesi di novembre e dicembre siano andati alla grande».
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