Sicurezza
Il Comune di Certaldo vuole recuperare lIci non pagata grazie allesenzione sullabitazione principale
In arrivo 230 avvisi di accertamento
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Una veduta di Certaldo Nel mirino i coniugi che dichiarano di risiedere in case diverse
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CERTALDO. Tra le migliaia di esenzioni dal pagamento dell'Ici sull'abitazione principale nel comune di Certaldo, in quanto abitate da proprietari che sono lì residenti, ci sono almeno 230 casi nei quali questa esenzione è stata probabilmente concessa senza che chi ne ha usufruito ne avesse il diritto. Per questo motivo stanno per scattare altrettanti avvisi di accertamento. A dare il la all'iniziativa del comune certaldese è stata una sentenza - la numero 14389 del 15 giugno 2010 - della Corte di Cassazione, che precisa come va interpretata la legge sulle agevolazioni Ici per la "abitazione principale". «Per abitazione principale - stabilisce la sentenza - si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente». In base a tale disposizione, deve essere ritenuta abitazione principale soltanto se nella stessa dimorano abitualmente sia il contribuente che i familiari. Il Comune di Certaldo intende quindi ora recuperare queste somme, senza sovrattasse né interessi come stabilito a seguito della sentenza, inviando degli avvisi di accertamento ai proprietari. «Il pronunciamento della Cassazione chiarisce che nel caso di coniugi regolarmente sposati, che possiedono due o più case di proprietà, si può godere dell'agevolazione Ici per l'abitazione principale solo per una casa, perché i coniugi devono risiedere insieme per accedere a questa agevolazione - ha spiegato il vicesindaco Francesco Betti - in caso contrario, spostando la residenza di uno dei due coniugi in una diversa abitazione, non solo l'agevolazione non si applica alla seconda casa, come erroneamente si è creduto finora, ma la si perde anche nella prima. Preso atto di questa interpretazione della legge da parte della Cassazione e in seguito anche ad un pronunciamento in merito di Ancitel, si desume che nei casi sopra citati il Comune ha titolo a chiedere il pagamento della differenza tra quanto pagato e quanto invece si doveva pagare applicando correttamente la norma. Questo - prosegue Betti - per l'anno appena trascorso e, qualora queste situazioni risalissero a periodi precedenti, fino al 1 gennaio 2007, poiché per il periodo precedente è già scattata la prescrizione». Dall'analisi incrociata tra tutte le prime case del Comune di Certaldo da un lato e i residenti proprietari che risultavano coniugati ma residenti in abitazioni diverse, sono emersi 230 casi, ai quali saranno inviati gli avvisi di accertamento con invito al pagamento della differenza tra le imposte già versate e quelle che dovevano invece essere versate. Betti ha ricordato che la sentenza non fa distinzione tra casi in cui i due coniugi abbiano avuto la residenza in due abitazioni diverse per motivi reali o invece per motivi fittizi ai soli fini di accedere a due agevolazioni, ma che i suoi effetti si applicano a prescindere, perché di fatto, nel caso di coniugi, restringono l'accesso alla agevolazione solo a chi risiede insieme. Detto questo, Betti ha anche evidenziato come dai 230 casi emersi sia evidente che spesso le residenze distinte siano quasi sempre più fittizie che reali. «La residenza, stando al codice civile, si può prendere solo nel "luogo di dimora abituale" - sottolinea Betti - ma abbiamo molti casi di famiglie certaldesi con uno dei due coniugi che risiede nella casa al mare o in un comune limitrofo, e famiglie fiorentine che vivono e lavorano lì ma che hanno uno dei coniugi che risiede in un casolare nelle nostre campagne o giovani coppie sposate da pochi anni che risiedevano in due diverse abitazioni prima delle nozze e che continuano a risiedere in diverse abitazioni anche dopo».
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