Gioco
Viaggio a San Pierino: «Noi, prigionieri del traffico e senza campane»
Il paese del ponte infinito vuole il metano e più sicurezza
3. continua
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Gerboni2 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. San Pierino, una frazione in grande espansione con problemi anch'essi in crescita. È quanto emerge dal nostro viaggio nella frazione fucecchiese, che negli ultimi anni ha visto un enorme aumento di popolazione dovuto alla costruzione di nuovi quartieri. I problemi sono svariati: dalla poca sorveglianza nella piazza della Chiesa, alla nostalgia per le vecchie campane che da tempo non suonano più, passando per la viabilità da migliorare senza dimenticare l'annoso e ormai celeberrimo problema del nuovo ponte, il cui primo appalto risale al 1997. «In piazza della Chiesa - sottolinea Carla Boldrini - dove le attività commerciali vanno sempre più a sparire, ci vorrebbe maggiore sorveglianza perchè la sera è frequentata da persone poco raccomandabili. D'inverno poi questa piazza è veramente spenta: servirebbero delle iniziative per animarla. Per non parlare poi delle nostre campane, ferme da tempo per problemi di sicurezza e di cui sentiamo un po' la mancanza». Da tempo infatti il parroco don Pier Luigi Polidori ha bloccato le campane perché facevano ondeggiare il campanile, sostituendole con l'altoparlante. Un altro residente, Ermanno Gerboni punta il dito contro il ponte: «Ci sentiamo presi in giro perchè non vediamo la fine. A San Pierino tocca poi subire il traffico pesante per colpa dell'Anas che non porta mai a termine quest'opera». Oltre al problema del ponte, secondo Gerboni, c'è anche quello della sicurezza: «Nella notte di capodanno sono stati tentati dei furti nelle case che fortunatamente non sono andati a segno». Se poi si decide di fare un giro in auto per le strade della frazione, si nota come alcune di queste siano state trasformate in scorciatoie per arrivare sia a Santa Croce sull'Arno che a San Miniato. Basti vedere via Cavasonno e la piccola strada che conduce al cimitero. Strade strette ma trafficatissime. Via Cavasonno è una strada a metà tra due comuni, Fucecchio e San Miniato, mentre la via che conduce al cimitero è diventata una sorta di bretella che riporta sulla trafficatissima via Sanminiatese che a sua volta conduce alla Fi-Pi-Li. Sempre in via Cavasonno, parola di Giuseppina Fornino, i problemi non sono limitati alla viabilità: «Manca l'allacciamento al metano e i due piccoli ponti che qui conducono sono pericolosi, soprattutto quello sull'Egola, dove le spallette cadono a pezzi». Un occhio poi anche alla vita sociale da parte di un altro cittadino, Sauro Benvenuti: «La contrada ha riempito un vuoto aggregativo, è diventata un punto di riferimento per i giovani. Lì i ragazzi possono ritrovarsi ed interagire mentre. Certo però mi piacerebbe che i soldi che i miei compaesani danno alla contrada venissero investiti anche per risolvere i problemi del nostro territorio e non soltanto per la conquista del Palio».
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