Il Tirreno

Empoli

La Coop non cambia idea: continuerà ad aprire solo una domenica al mese

A destra il Centro*Coop di Santa Maria a Empoli
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A destra il Centro*Coop di Santa Maria a Empoli

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 EMPOLI. La liberalizzazione del commercio voluta da Monti non fa cambiare idea alla Coop che nell'Empolese Valdelsa continuerà ad aprire i suoi punti vendita solo una domenica al mese. Il motivo l'ha spiegato il presidente Turiddo Campaini: «Senza regole aumenterebbero i costi per le aziende e quindi i prezzi per chi fa la spesa». Il numero uno ha infatti annunciato che «Unicoop valuterà caso per caso», in base al comportamento dei concorrenti. Che però nel circondario non ci sono.  La volontà è di non fare la guerra ai negozi di vicinato e di rispondere mostrando i muscoli soltanto nelle aree geografiche dove sono presenti altri competitors: «Noi non apriremo le ostilità. Dopodiché ci sentiremo completamente liberi di agire a tutela di questa cooperativa e dei suoi soci. Abbiamo la libertà di poter dire che se in una località c'è chi apre due domeniche, noi apriamo quattro e poi si discute, A priori non vogliamo mangiare nessuno, vogliamo stare nel nostro recinto». Che da queste parti significa in sostanza rispettare il patto firmato nel 2010 con Confcommercio, Confesercenti, Cgil e Circondario, dove si stabiliva che «le aperture festive sono pari a un massimo di undici nel corso di un anno, in aggiunta a quelle del mese di dicembre. Nella predisposizione dei singoli calendari delle aperture domenicali o festive (compresa la ricorrenza del santo patrono), sarà tenuto di conto di quelli individuati nelle varie realtà comunali del circondario, al fine di non creare sovrapposizioni e rendere più ampio e completo il panorama dell'offerta commerciale».  Buoni propositi rispettati anche nel 2011 e che, alla fine, nonostante il rumore delle ultime settimane, potrebbe nelle sostanza rappresentare il modello da seguire anche in futuro, per la buona pace (armata) di tutti. Difficile infatti, alla luce delle parole di Campaini, che qualche negoziante si avventuri ad alzare la saracinesca col rischio di rompere il fronte. Che allo stesso tempo non può essere rotto da un altro colosso della grande distribuzione, che nel circondario non c'è: «Nell'Empolese Valdelsa - conferma Unicoop Firenze - avremo un atteggiamento ancora più prudente». E saranno ignorate le dinamiche che riguarderanno altre zone della provincia: «Se la concorrenza aprirà più domeniche al mese a Scandicci o Sesto Fiorentino, risponderemo coi nostri supermercati della stessa zona».  Le associazioni di commercianti del circondario possono dunque tirare un sospiro di sollievo. Così come - secondo Campaini - i consumatori, visto che «i maggiori costi di distribuzione causati dalla deregulation, saranno inevitabilmente trasferiti sui prezzi di vendita, andando a colpire soprattutto coloro che non hanno né voglia né soldi per fare la spesa "notturna", come i pensionati».

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