Il Tirreno

Empoli

I sindaci si schierano con il premier Monti

Il centro di Empoli e a destra Giovanni Occhipinti con Arianna Poggi
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Il centro di Empoli e a destra Giovanni Occhipinti con Arianna Poggi

Occhipinti: «Via libera ai negozi aperti, non possiamo opporci»

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EMPOLI. «Non possiamo opporci a una legge per lo Stato e ci esporremmo al rischio di richieste di risarcimento». Giovanni Occhipinti, delegato al commercio del Circondario fotografa così la posizione degli undici sindaci dell'Empolese Valdelsa, al termine del summit di ieri dedicato alla liberalizzazione degli esercizi commerciali. I sindaci dovevano fare una scelta di campo: stare con il premier Monti, o appoggiare il governatore Enrico Rossi che ricorrerà alla Corte costituzionale, essendo a suo giudizio il commercio una materia di competenza della Regione. Si sono schierati, un po' a sorpresa, con il presidente del consiglio: «Non possiamo violare una legge dello Stato, che in questo momento è sancita dall'articolo 31 della manovra - spiega Occhipinti -. Avevamo annunciato una posizione unitaria e manteniamo la promessa: nessuno di noi firmerà l'ordinanza di chiusura obbligatoria di esercizi commerciali nei giorni festivi. Non ci possiamo assumere una responsabilità del genere. In attesa della pronuncia della Corte costituzionale, noi rispettiamo la legge. Non possimo correre il rischio di dover far fronte in futuro a richieste di risarcimento».  I sindaci dunque si piegano alla volontà di Monti, ma tenteranno comunque di metterci lo zampino: «Nei prossimi giorni - conferma Occhipinti - convocheremo un tavolo con tutte le associazioni di categoria, i sindacati, i rappresentanti della grande e della media distribuzione. Vogliamo comunque governare questa fase di cambiamento». In che modo? «Invitando tutti gli attori economici a studiare insieme attività promozionali utili allo sviluppo del territorio, attraverso il miglioramento della qualità dell'offerta. Bisogna andare al di là della liberalizzazione». Seppur con l'auspicio che tra un discorso e un altro ci scappi anche un patto che definisca orari e aperture festivi: «L'autoregolamentazione è auspicabile». E l'assessore al commercio del Comune di Empoli, Arianna Poggi, aggiunge: «In questa fase non c'è certezza del diritto, neanche per la grande e media distribuzione. Trovare un accordo sarebbe nell'interesse di tutti».  Un «patto tra gentiluomini» è auspicato anche dal presidente di Confesercenti dell'Empolese Valdelsa, Enzo Nigi: «Se per i nostri Comuni il quadro normativo non è sufficiente per arrestare un processo di liberalizzazione selvaggia che, una volta avviato, difficilmente potrà essere ricondotto a canoni di logica ed equIilibrio commerciale, urge, a nostro avviso, la ricerca di strumenti allternativi per definire, comunque, una pianificazione territoriale delle aperture domenicali e festive».  Ecco perchè, proprio in questo momento il presidente Nigi rilancia il tema del "gentlemen agreement", «o comunque di un "accordo ponte" tra i vari soggetti della nostra catena distributiva, che, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale, decidano di farsi il minor male possibile, definendo il quadro delle aperture senza ricorrere, in questa fase di particolare difficoltà per il sistema delle imprese, a contenziosi legali e/o carte bollate».  Confesercenti dell'Empolese Valdelsa tende la mano a Unicoop: «Fa ben sperare la dura presa di posizione, assunta da Turiddo Campaini nei confronti delle liberalizzazioni decise dal Governo».

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