Il dolore
Il giardiniere vittima di un clamoroso errore giudiziario ha realizzato unopera da vero e proprio maestro artigiano
Un presepe per dimenticare l'ingiustizia
Elisa Bigazzi
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Luca Cesaretti davanti al suo presepe «Io, finito in carcere innocente, costruendo la Natività riesco a ritrovare la pace»
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EMPOLI. Un presepe per liberare la mente dall'incubo in cui era piombato due anni fa. Difficile trovare un altro termine per esprimere l'ingiustizia che ha dovuto subire Luca Cesaretti, 42 anni, giardiniere di Empoli. A causa di un clamoroso errore giudiziario - la polizia e un tribunale tedeschi lo scambiarono per un'altra persona - nel 2009 trascorse 18 giorni a Sollicciano e altri 30 agli arresti domiciliari. Poi, quando la Giustizia si accorse dello sbaglio, venne rimesso in libertà, con tanto di scuse ufficiali e un indennizzo - assai magro se rapportato alla gravità della violenza subita - da parte dello Stato. Da quei giorni dell'estate del 2009 la sua vita è stata segnata per sempre. La tranquillità, la fiducia negli altri e nelle istituzioni, la pace quotidiana sono diventati obiettivi difficili da perseguire, giorno dopo giorno. Un modo per trovare la serenità Luca Cesaretti lo ha trovato così, assecondando la passione dei presepi. Quest'anno ne ha realizzato uno molto grande, nel giardino della casa della madre, in via Di Mezzo 25, bellissimo. Lo si può visitare - basta telefonare al 347 1793138 - tutti i giorni dalle 16, fino a fine mese. Cesaretti fu arrestato il 9 luglio 2009 dai carabinieri sulla base di un mandato emesso da un giudice tedesco. L'accusa era di essere l'autore di una serie di furti commessi in giro per l'Europa. A inchiodarlo erano state le impronte digitali e le tracce di dna sui luoghi dei furti, impronte e dna che appartenevano al ladro vero ma che erano stati archiviati come quelli di Cesaretti, a causa di quello che fu riconosciuto come un furto di identità (in sostanza qualcuno aveva copiato i suoi dati anagrafici su documenti contraffatti). Ci vollero settimane per chiarire lo scambio di persona. «Una vicenda terribile - racconta Cesaretti che ha ripreso il suo lavoro di giardiniere - tornare alla vita di tutti i giorni non è stato facile. Dopo episodi così perdi la fiducia nelle persone, nella giustizia, nel mondo, e non è facile ritrovarla. La mia fortuna è stata di avere l'appoggio della mia famiglia e degli amici, senza di loro non ce l'avrei mai fatta a superare questo periodo terribile. Loro mi hanno creduto e sostenuto dall'inizio alla fine. Così sono riuscito a riprendere in mano la mia vita». Cesaretti ha ricevuto un risarcimento dallo Stato ma quella brutta vicenda non riesce a dimenticarla. Ed è anche per non pensare a quanto ha dovuto sopportare che ha deciso di realizzare un presepe nel giardino di casa della madre a Sammontana. Lo ha costruito con personaggi in vetroresina e casette in muratura: il paesaggio è invece realizzato con tronchi d'albero. «Ho sempre avuto questa passione - spiega Cesaretti - realizzare questo paesaggio mi è servito ad azzerare la mente e a scacciare i brutti pensieri».
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