Sicurezza
«Costretto a venderli per non chiudere in rosso»
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Il negozio Ginn Fizz Parla il commerciante denunciato: so che è illegale ma sono gli unici prodotti che la gente compra
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CASTELFIORENTINO. «Sapevo che erano botti illegali. Ma non sono pericolosi. Sono stato costretto a comprarli per via della crisi». Mario Sussi non si nasconde. È consapevole di aver violato la legge, ma cerca di dare una spiegazione al suo gesto. «Sono una persona onesta. E prima di tutto vorrei tranquillizzare chi abita qui vicino: non c'era nessun pericolo. Il materiale era ben stipato all'interno della cantina, tra mura spesse quaranta centimetri. E non c'era alcuni pericolo di incendio». Sulla quantità: «I quattro quintali comunque sono lordi, non era certo tutta polvere esplosiva: sono comprensivi di scatole e imballaggi». Mario si sfoga. Mostra la cantina (vuota) dove la guardia di finanza ha scovato l'arsenale. «Qui non si tratta di artifici killer, come quelli sequestrati a Napoli. Tra i miei clienti non si è mai ferito nessuno. Però è vero che non ho l'autorizzazione per vendere quel genere di bòtti». E allora perché ha riempito la cantina con quasi quattro quintali di esplosivi? «Tutta colpa della crisi, che purtroppo ci sta mettendo a dura prova. I giocattoli non si vendono più come una volta: sotto le feste gli incassi si sono dimezzati. Mentre i bòtti tirano ancora». E allora Sussi ha provato a dare ossigeno alla sua attività attraverso la commercializzazione di artifici pirotecnici illegali: «Non avevo altra scelta. A fine mese ci sono le scadenze. I fornitori spediscono la merce e vogliono riscuotere. Anche se non l'hai venduta. Così ho pensato di incassare qualcosa attraverso la vendita dei bòtti. Ma non sono un criminale. Sono un commerciante che ogni giorno dà l'anima per far sopravvivere il suo negozio. Io non venderei mai un petardo pericoloso». F.T.
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