La manifestazione
Lincontro sulle difficoltà in Kosovo grazie al Movimento Shalom
Monaci ortodossi in consiglio comunale
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Lincontro in Comune 2 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. Un momento di riflessione e di dialogo interreligioso, ma anche una visita per ringraziare il Movimento Shalom per il suo impegno umanitario e le forze militari italiane impegnate in Kosovo. E' stato questo il senso dell'incontro tra i monaci ortodossi del monastero di Decani e le autorità civili, religiose e militari nella sala consiliare del Comune. All'incontro erano presenti il sindaco Claudio Toni, monsignor Morello Morelli, vicario della diocesi di San Miniato, don Andrea Cristiani, arciprete di Fucecchio e fondatore del Movimento Shalom. La visita di padre Sava, abate di Decani, accompagnato da padre Kiril, è stata possibile grazie alla collaborazione con il Movimento Shalom che, nel mese di settembre, ha organizzato una missione umanitaria in Kosovo ed ha conosciuto la realtà di un paese ancora lacerato da conflitti etnicoreligiosi. «Questo incontro - ha spiegato il sindaco - è l'occasione per portare all'attenzione dei media le difficoltà che sussistono nei paesi dove si è concluso un conflitto, come nel Kosovo. Nonostante la fine della guerra, la situazione sociale ed economica è molto instabile e continuano a crearsi situazioni di intolleranza e razzismo». L'intolleranza verso i cristiani è infatti ancora molto forte e i monaci del monastero di Decani vivono sotto la scorta del contingente italiano della K-For, le forze militari Nato che si trovano in Kosovo. Importante è l'opera delle associazioni no-profit, come il Movimento Shalom, che intervengono in zone di guerra, portando beni di prima di necessità». Monsignor Morelli e don Andrea Cristiani hanno sottolineato come il dialogo interreligioso sia una delle chiavi per spezzare la catena dell'intolleranza e dell'odio e per creare una civiltà di pace. «Questo incontro, tra istituzioni, forze dell'ordine e diverse religioni - ha sottolineato don Cristiani - ci porta oggi a riflettere sull'uguaglianza e sulle folli discriminazioni che ancora insanguinano tante parti del mondo».
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