Il Tirreno

Empoli

Acqua, rincaro sotto l'albero

Marco Pagli   Lucia Aterini
A sinistra una manifestazione dopo l’esito del referendum sull’acqua, accanto una protesta del comitato e la sede dell’Ato 2
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A sinistra una manifestazione dopo l’esito del referendum sull’acqua, accanto una protesta del comitato e la sede dell’Ato 2

Ma intanto scatta l'operazione "autoriduzione della bolletta"

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 EMPOLI. A parlare di tagli si rischia di risultare ripetitivi, quasi banali di questi tempi. Ma se questa volta a tagliare fossero invece i cittadini e non più gli amministratori? E' il caso della bolletta dell'acqua.  UNO SPORTELLO. L'iniziativa, che è stata chiamata di "obbedienza civile", è tutt'altro che fantascientifica ed è in rampa di lancio. A proporla è il Comitato per l'acqua bene comune, che dal prossimo gennaio aprirà uno sportello informativo nell'Empolese Valdelsa.  Il taglio, o meglio l'autoriduzione della bolletta, riguarda l'ormai nota "remunerazione del capitale investito" che ancora continuiamo a pagare nella bolletta dell'acqua nonostante il referendum del giugno scorso l'abbia abrogata.  «Sono praticamente sei mesi che il risultato del voto popolare è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale - spiega Colin Du Liege, referente del comitato Acqua bene comune di zona - e ancora gli enti gestori continuano a far pagare una quota che è stata resa ormai illegale».  L'AUMENTO 2012. «Tra l'altro, nonostante continuiamo a foraggiare i privati con questa quota, le tariffe continuano a crescere e per il 2012 è previsto un aumento del 6% - spiega ancora Colin Du Liege - Con questa iniziativa dal basso speriamo che gli enti si rassegnino alla realtà e applichino finalmente la legge».  Infatti nel 2012, come accade ormai da dieci anni, c'è il ritocco della tariffa idrica deciso dall'Ato 2 per finanziare il piano di investimenti della intera rete. Dopo l'entrata in vigore della legge Galli non è più lo Stato a finanziare le opere ma direttamente gli utenti.  E gli aumenti tariffari sono stati calibrati rispetto alle opere da fare per rinnovare la rete, spesso in cattive condizioni e con grosse perdite. Fino al 2021 sono stati previsti investimenti per 650 milioni di euro che in genere incidono ogni anno sulla bolletta per un 4/5% in più a cui si deve poi aggiungere l'inflazione programmata (negli ultimi anni si è aggirata tra il 1,5% e il 2%).  Di conseguenza, in media, per quanto riguarda le utenze domestiche il rincaro che si sente a bolletta si aggira tra i cinque e i dieci euro.  COSA E' L'AUTORIDUZIONE. In sostanza, si tratta di togliere dal totale della bolletta la cifra che riguarda la remunerazione del capitale, calcolata sulla base degli investimenti realizzati e di quelli previsti e che pesa sul conto finale per circa il 20%. Inoltre, come spiega Du Liege, «si potrà richiedere il rimborso della medesima quota pagata nelle bollette che sono state inviate dopo il 21 luglio scorso».  Il primo passo è «la compilazione di un reclamo che bisogna inviare all'ente gestore, in questo caso l'Ato 2, in cui si chiede l'eliminazione della quota relativa alla remunerazione del capitale investito e il rimborso dei soldi già pagati da sei mesi a questa parte e si dichiara che si procederà alla decurtazione della quota nella prossima bolletta». Quindi, come secondo passo, spiega sempre il Comitato di zona, «si deve revocare la domiciliazione bancaria della bolletta e al momento del pagamento si deve versare l'importo richiesto decurtato della quota relativa al capitale investito».  «In queste settimane stiamo formando del personale in grado di assistere passo dopo passo il cittadino nella compilazione dei moduli e nella pratica dell'autoriduzione - continua ancora Colin Du Liege - e nel giro di due settimane dovremmo essere pronti. Innanzitutto il reclamo ufficiale all'Ato fa sì che il gestore non possa tagliare la fornitura per mancato pagamento perché c'è una vertenza in atto».  «Inoltre - conclude il referente del Comitato acqua bene comune - nel caso in cui Acque spa faccia ricorso, il cittadino potrà rivolgersi al giudice di pace: l'esito del referendum e tutte le sentenze postume che impongono l'applicazione dei risultati depongono a sfavore delle società di gestione che ancora fanno pagare la quota. Peraltro in questo caso non potrà intervenire Equitalia perché le fatture del servizio idrico non hanno natura di tributo».

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