Attenzione
Il Comune di Vinci esaurisce in pochi mesi liter per linsediamento di uffici, negozi e centri direzionali
Via libera ai servizi nelle aree produttive
Luciano Menconi
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A destra una veduta del viale Togliatti, sotto il sindaco di Vinci Dario Parrini Adottata la variante che consente di riconvertire gli edifici industriali di viale Togliatti
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VINCI. Più servizi, meno industria. Il futuro di Vinci, comune che sulle manifatture è cresciuto raggiungendo in più di un ambito livelli di eccellenza, è questo. L'emblema della trasformazione in atto da anni che il piano strutturale ha in qualche modo certificato è viale Togliatti, un tempo epicentro produttivo, adesso polo commerciale e - più in generale - del terziario. A margine del viale ci sono una decina di vecchi edifici industriali - o vuoti o sottoutilizzati - che potrebbero ospitare uffici, negozi, centri direzionali. Al sindaco Dario Parrini sono arrivate diverse richieste e manifestazioni di interesse in questo senso. Il piano strutturale, come detto, classificando la zona come vocata al terziario, non pone ostacoli. Manca però il regolamento urbanistico, strumento indispensabile dal punto di vista amministrativo per consentire di realizzare i nuovi progetti. Vinci - l'incarico di redigerlo è stato appena affidato - non potrà averlo a disposizione prima di un paio di anni: troppo. E con la crisi che incombe, di tempo da perdere non ce n'è, neanche per un territorio economicamente solida e vivace come Vinci. Da qui la scelta dell'amministrazione Parrini di rompere gli indugi e di varare una sorta di procedura d'urgenza in grado di bruciare in pochi mesi tutto l'iter burocratico canonico. Invece di attendere il regolamento urbanistico, il sindaco ha spinto su un'altra strada: una variante che, definendo le regole per i nuovi insediamenti, anticipa la possibilità di modificare subito il profilo urbanistico di viale Togliatti e non solo di viale Togliatti. La variante stabilisce che nelle zone destinate dal piano strutturale al terziario - come appunto l'asse centrale di Spicchio Sovigliana - gli edifici industriali possono essere riconvertiti al cento per cento in servizi. Fabbricati come l'ex magazzino Dismi o Gallarà o l'ex Mantea potranno quindi diventare spazi a disposizione di banche, attività commerciali, uffici. Nelle aree, come quelle di via Mercatale e via Limitese, che il piano strutturale ha identificato come miste, lo spazio ai servizi - a cominciare da quelli alle imprese - potrà raggiungere il 40 per cento del totale. Restano fuori dalla possibilità di modificare l'assetto urbanistico le aree classificate come esclusivamente industriali, vedi quelle dove insistono Bitossi e Syrom. Tutto questo da subito, o meglio da quando - tempo un paio di mesi - la variante adottata l'altra sera tornerà in consiglio per l'approvazione definitiva. A quel punto chi vorrà ampliare o spostare la propria attività oppure chi vorrà insediarne di nuove avrà via libera. A Spicchio Sovigliana, in linea con il profilo che viale Togliatti ha ormai assunto da anni, potrà farlo sfruttando, come sottolinea il sindaco Dario Parrini, anche alcune peculiarità che rendono questa zona particolarmente attrattiva per i servizi: le centinaia di posti auto gratuiti (non ci sono stalli blu), la sua accessibilità e il fatto che sia già diventato un polo commerciale frequentatissimo. Per chi vuole aprire centri direzionali o pubblici esercizi è l'ideale. Assai meno - vista la densità attuale - per eventuali altri supermercati.
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