La protesta
Cerimonia in ricordo delle vittime del bombardamento del 1943
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EMPOLI. Domenica 26 dicembre 1943, Santo Stefano, ore 13,10: trentrasei aerei americani, partiti dalla base di Decimomannu in Sardegna, con un carico ciascuno di 1.360 chili di bombe, sganciarono in totale 210 bombe delle 222 caricate. Soltanto quaranta colpirono l'obiettivo stazione, le altre 170 caddero fuori bersaglio, principalmente nel quartiere delle Cascine. Zone colpite: stazione ferroviaria, i quartieri delle Cascine, del Puntone, di Pontorme, di Ponzano, di Pratignone. Mai Empoli era stata bombardata. Questa fu la prima di una lunga serie che terminò nel 1944. Ma quella volta furono 123 le vittime; tanti feriti gravi, alcuni dispersi. Un giorno incancellabile per la città di Empoli ed i suoi abitanti. Dieci minuti di distruzione, sotto le grida di terrore più forti del rumore assordante delle bombe. Lunedì prossimo, il sindaco Luciana Cappelli parteciperà alla celebrazione della santa messa in suffragio dei caduti di quel bombardamento, alle ore 10.30; poi, in via IV Novembre, verrà deposta una corona al monumento in ricordo delle vittime di quel giorno che segnò tragicamente la storia di Empoli.
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