Il Tirreno

Empoli

In campo anche Comune, Asl e Società della salute

Aggressivi già alla materna un piano per contrastare il disagio degli alunni

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 EMPOLI. Affrontare più efficacemente il disagio scolastico, che si manifesta sempre più precocemente tra i bambini e le bambine, accompagnato da comportamenti aggressivi, difficoltà a rispettare le regole e di apprendimento e mancanza di autonomia. É questo il senso del protocollo per la prevenzione integrata del disagio scolastico che Comune di Empoli, Asl 11, Società della salute e istituti scolastici cittadini hanno firmato ieri.  Presenti l'assessore Eleonora Caponi, i dirigenti scolastici Barbara Zari (primo circolo), Eva Bianconi (secondo circolo), Luidiana Mercati (terzo circolo), Rossana Ragionieri (scuole medie Busoni- Vanghetti), Miranda Zacco (istituto superiore Fermi-Da Vinci), Daniela Mancini (Ferraris-Brunelleschi), Federico Torrigiani e Manuela Tamburini, dell'Area minori e famiglie dell'Asl 11. Hanno aderito anche l'istituto Virgilio e il liceo scientifico Pontormo.  «Rispetto al precedente protocollo del 2006 la novità sta nel veder coinvolte l'Asl 11 e la Società della salute e i tre circoli didattici empolesi con le loro scuole primarie e dell'infanzia - dice Eleonora Caponi - ed è importante questa inclusione perché le manifestazioni di disagio scolastico stanno apparendo in età sempre più precoce, addirittura dai primi anni della scuola dell'infanzia». La procedura prevede che non appena un alunno o uno studente manifestino un disagio, che in genere si accompagna ad aggressività, mancato rispetto delle regole, difficoltà di apprendimento, di relazione o mancanza di autonomia, insegnanti e operatori valutino subito la situazione. Coinvolgendo la famiglia, si stabiliscono azioni a sostegno del bambino e un progetto che prevede l'intervento della scuola, ma anche della Asl o del Centro minori, e delle associazioni con le quali le scuole collaborano in questo settore.  L'obiettivo è capire fin da subito l'origine del disagio, per adottare immediatamente gli interventi più adatti. Molto spesso, infatti, il disagio a scuola nasce da problemi extra scolastici, per cui occorre sì aiutare il bambino, ma anche assistere la famiglia con i servizi sociali. In certi casi, può accadere che la famiglia rifiuti di riconoscere che il proprio figlio abbia bisogno di aiuto. Il protocollo mette in condizione i servizi di assistenza di contattare la famiglia e metterla di fronte alle proprie responsabilità.

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di Redazione web