Sicurezza
Poca sorveglianza nel Padule
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Il Padule di Fucecchio Lo sostiene il Wwf in un rapporto realizzato sulle aree protette a venti anni di distanza dall'entrata in vigore della legge sui parchi
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FUCECCHIO. Passati i 20 anni dall'approvazione della legge quadro sulle aree protette, il Wwf ha ricordato la ricorrenza facendo un bilancio con la presentazione di un dossier sulle aree protette italiane. Per quanto riguarda il Padule di Fucecchio la criticità riscontrata è quella della non sufficiente sorveglianza. Secondo il Wwf, non tutte le aree protette godono dello stesso livello di tutela e gestione; resta ancora un forte sbilanciamento della spesa verso gli investimenti in strutture e infrastrutture, «necessarie inizialmente per far conoscere e accettare un'area protetta ma che devono essere affiancate da un impegno concreto verso la risoluzione dei problemi di conservazione - spiega il Wwf - permane ad oggi una scarsa capacità del mondo delle aree protette ad inserirsi con forza e decisione nella pianificazione degli altri settori guidandone gli sviluppi». Alcune aree del territorio toscano, poi, «sono a tutt'oggi non adeguatamente protette, come accade per zone umide di importanza internazionale quali il Padule di Fucecchio e il lago di Chiusi o per comprensori forestali peculiari come quelli del Farma-Merse e l'area Monte Argentario». A conclusione di questo piccolo bilancio, non bisogna dimenticare comunque quanto «la Toscana sta facendo e ha fatto in questi ultimi anni per le aree protette e la conservazione della biodiversità - va avanti il Wwf - proprio in questi mesi si è concluso il processo che ha portato in tre anni alla stesura del piano d'azione regionale per la biodiversità, che ha focalizzato le problematiche ancora esistenti ed individuato le azioni prioritarie per risolverle: in questo le aree protette avranno senz'altro un ruolo di primo piano ed esperienze da condividere e diffondere». «Ne esce un quadro ambivalente con molti importanti successi per la conservazione della natura e la difesa del territorio - si conclude - ma anche con numerosi problemi determinati in gran parte da comportamenti contraddittori di chi oggi ha la responsabilità del governo delle politiche per le aree naturali protette a livello regionale e dalle minacce derivanti da interessi economici particolari».
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