Sicurezza
«Per noi era sanissima, siamo distrutti»
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Il pronto soccorso dellospedale San Giuseppe di Empoli Il dolore del nonno: non ci aveva dato nessun segnale preoccupante
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EMPOLI. «Siamo distrutti dal dolore. Non ci sono parole per descrivere quello che proviamo». Alessandro Vezzosi è il nonno di Sofia. Insieme alla moglie Grazia abita in via Taddeini, accanto alla casa di Zoubir e Francesco, proprietario del negozio di calzature Franc, distante pochi metri dall'abitazione dove i genitori di Sofia vivono il loro tremendo incubo. La loro piccola non c'è più. Il fiocco rosa è stato spezzato dal lutto: «In poche ore - racconta affranto nonno Alessandro - ci è caduto il mondo addosso». Soltanto undici giorni fa ha provato la gioia che può provare un nonno di fronte alla nascita di una nipotina. Per la quale ieri è dovuto andare a compare una bara troppo piccola per non spezzare il cuore: «Per noi la bambina era sanissima. Era nata l'8 dicembre. E in questi pochi giorni di vita non aveva dato nessun segnale di sofferenza». La piccola non aveva manifestato problemi di salute: «Sofia si è sentita male. Faceva fatica a respirare e mio figlio ha chiamato l'ambulanza. Quando è arrivata al pronto soccorso ha avuto una serie di arresti cardiaci, che ce l'hanno portata via. Ho chiamato il cappellano dell'ospedale. L'ha battezzata e le ha dato l'estrema unzione». Poi il dolore spezza la parole. La tragedia merita rispetto: «Nella vita tutti ci impegniamo per risolvere i problemi che hanno una soluzione. Questo purtroppo non ce l'ha. Non ci resta altro che chiedere rispetto per il nostro dolore». F.T.
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