Sicurezza
LA STORIA DEL PAESE
La scalinata della Collegiata nata tra le polemiche
Riccardo Cardellicchio
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FUCECCHIO. I Banti e i Montanelli, proprietari degli edifici e dei terreni a ridosso della nuova chiesa (Collegiata), inaugurata il 3 ottobre 1787, avevano un diavolo per capello. Il Comune aveva rispolverata l'idea di costruire, a sue spese, una bella scalinata, per facilitare l'accesso dei fedeli, in quel momento ridotto a un viottolo, quasi impraticabile durante l'autunno e l'inverno. Per la prima volta, se n'era parlato l'8 gennaio 1790, in un incontro tra gonfaloniere, tecnici e sacerdoti del Capitolo. Alla fine, era stato deciso d'indire un concorso pubblico. Ma il progetto non aveva fatto strada.. Ora, nel 1824, a distanza di trentaquattro anni, ecco di nuovo l'interesse per la scalinata, che alcuni chiamavano, perché così la volevano, grandiosa. I Banti e i Montanelli avevano terreni ed edifici dalla parte della piazza (piazza Maggiore, ora Vittorio Veneto), ampliata dall'ingegnere Luigi Kindt due anni prima. E temevano danni. Al punto che si erano rivolti agli avvocati. Ma la loro opposizione fu noiosa quanto infruttuosa. Tutto a posto? Neanche per sogno. I progetti non ebbero l'approvazione dei tecnici del granduca, della magistratura locale e degli stessi fedeli. Allora il gonfaloniere si rivolse all'ingegner Pietro Carraresi, il quale fece un disegno che accontentò i più. Spesa di poco superiore alle quattromila lire.
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