Il Tirreno

Empoli

Gavena raccontata dai paesani

Sara Bruni
Gavena raccontata dai paesani

Un libro scritto da due amici che si sono ritrovati su Facebook

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CERRETO GUIDI. Si sono ritrovati grazie a Facebook e, insieme, hanno deciso di cavalcare l'onda dei ricordi e di far rivivere in un libro di racconti la frazione di Gavena. Giuseppe Mazzantini e Dario Rigatti oggi pomeriggio presenteranno il volume "Gavena un soffio di ricordi", alle ore 18.30, nella frazione di Bassa, in occasione del 58º anniversario della nascita del circolo ricreativo Alfio Bartolommei.  «Si tratta - spiegano gli autori, Giuseppe Mazzantini e Dario Rigatti - di una raccolta di 23 racconti di fatti e personaggi seri e curiosi, tratti dalle testimonianze orali di gente del posto».  I due autori, originari della frazione di Cerreto situata tra Bassa e Pieve a Ripoli, raccontano la storia del paese con un viaggio tra i ricordi. Oltre 80 foto d'epoca fanno da corredo ai numerosi racconti.

«Da quando ci trasferimmo da Gavena, verso la metà degli anni Sessanta, - raccontano i due autori - non è che ci eravamo incontrati molto spesso. Anzi qualche volta a malapena ci eravamo riconosciuti. Avendo sempre nella mente il ricordo l'uno dell'altro di quando eravamo ragazzi ben più giovani».  La svolta è dovuta a Facebook, dove i due si sono trovati a chattare. «Grazie ad un po' di dimestichezza con i pc ed alla comparsa di questi nuovi social network - proseguono - è divenuto molto più facile per noi restare in contatto, scambiarsi pareri, informazioni sulle rispettive famiglie e fissare ogni tanto degli appuntamenti in cui vedersi anche di persona». Così una sera decisero di ritrovarsi proprio a Gavena, nei luoghi della loro infanzia.  «Il 1º maggio era vicino e a Gavena in questa data si fa festa - spiegano Mazzantini e Rigatti - organizzando anche un bel raduno di moto d'epoca; poi c'era il pranzo nella piazza, ora asfaltata, un tempo era l'aia di Umberto Rovini, detto Mimmi, e lì avremmo trovato senz'altro tante persone, conoscenti o amici dei bei tempi andati».

Una giornata di festa, conclusa con una passeggiata nella piazza del paese dove il vero padrone di casa è un pozzo che da lì non si è mai mosso, custode dei segreti e delle vicissitudini di un'intera comunità. «Era il luogo preferito dei nostri giochi infantili, delle nostre prime discussioni sulle donne - dicono gli autori - i nostri primi amori, insomma sapeva quasi tutto di noi, come di tanti altri. Abbiamo così deciso di ripercorrere la vita ed i cambiamenti nel nostro paese, dalla fine della guerra ai primi anni Sessanta, attraverso racconti di fatti e personaggi reali, solo un po' riadattati a fini letterari, per evitare che finissero nell'oblio».

 

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