Sicurezza
Il fantino Farris è stato assolto
Marco Fani
◗
Larresto di Andrea Farris Lasciò il Palio in manette dopo una rissa durante la corsa
2 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. Non potrà prendere parte ai prossimi dieci palii ma la carriera di Andrea Farris è salva. L'ex fantino di Cappiano è stato assolto dal tribunale di Empoli dall'accusa di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha riconosciuto non colpevole del reato di resistenza a pubblico ufficiale anche il fratello di Andrea, Daniele Farris. Il tribunale dove giudicare quanto accaduto in Buca lo scorso 22 maggio in occasione del Palio delle contrade: Andrea Farris e il fratello Daniele furono arrestati dopo il parapiglia scaturito nella seconda batteria della corsa, quando il fantino di Cappiano rimase al palo dopo la partenza buona data dal mossiere. Il pm aveva chiesto una condanna a 6 mesi per il fantino e a 10 per il fratello, l'avvocato difensore Martina Bartoli l'assoluzione piena. Il giudice ha dato ragione alla difesa. Durante il processo è stato discusso anche un altro episodio, il presunto lancio dello zuccotto (il casco che porta in testa il fantino) da parte di Andrea Farris all'assistente del mossiere Daniele Masala (che non ha presentato querela). «È stata ristabilita - commenta l'avvocato Bartoli - la verità dei fatti. Uno degli aspetti più positivi è stata la grande partecipazione di testimoni anche di contrade diverse da quella di Cappiano. Durante il dibattimento è stato dimostrato che a lanciare lo zuccotto all'assistente del mossiere non fu Andrea Farris». Restano comunque confermate le sanzioni inflitte dal Cda al fantino sardo, che non potrà partecipare ai prossimi dieci palii. A pesare, oltre al «comportamento grave e oltraggioso nei confronti del mossiere», come riportato nel verbale, è stato il fatto che il fantino avesse lasciato incustodito il cavallo in pista «mettendo a repentaglio la sicurezza dei cavalli in corsa, degli altri concorrenti nonché del pubblico atteso che il cavallo poteva procurare rischio alla incolumità delle persone, benché l'area fosse regolarmente recintata. Comportamento grave, quindi, e lesivo anche della tutela della salute dell'animale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
