Il dolore
Dieci mesi per la morte di un ragazzo
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Matteo ManettiPatteggia la pena l'automobilista che investì Matteo Manetti La famiglia della vittima: non è così che si fa giustizia
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CAPRAIA. Dieci mesi per la morte di un ragazzo di diciassette anni. È la pena patteggiata da Marco Pianigiani, 49 anni di Vinci, che il 31 maggio 2010 - con la sua Ford Fiesta - investì all'incrocio di piazza Guerra nel cuore di Empoli Matteo Manetti di Capraia Fiorentina, che era alla guida della sua inseparabile moto e che nell'impatto morì sul colpo. Ieri il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, Anna Liguori, ha pronunciato la sentenza: dieci mesi di reclusione per Pianigiani (pena sospesa), al quale è anche stata tolta la patente per due anni, in quanto responsabile del tragico scontro con Matteo, che con la sua Aprilia si stava dirigendo da via Pievano Rolando verso viale Cesare Battisti. Pianigiani non rispettò la precedenza e la sua auto si trasformò di colpo in un muro insormontabile per il giovane centauro, che non poté fare nulla per evitare l'impatto. Lo scontro fu tremendo. Nonostante i disperati tentativi dei soccorritori per Matteo non ci fu nulla da fare. Morì sull'asfalto di piazza Guido Guerra, spezzando il cuore di mamma Patrizia Rossetti e babbo Adonello e di quei tanti amici che gli volevano bene. E che non hanno dimenticato quel ragazzo dolcissimo, sempre disponibile con tutti, con una grande passione per la sua moto. Ma anche la sua vivacità e la sua gioia, che si sono fermate insieme al suo cuore, ai suoi sogni e alle sue speranze quel maledetto pomeriggio di domenica 31 gennaio 2010. Ieri, a distanza di quasi due anni dall'incidente, è arrivata la sentenza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze. La lettura del dispositivo da parte del giudice Anna Liguori - con il patteggiamentodi Piangiani - è stata accolta con rabbia dalla famiglia di Matteo, presente in aula e assistita dall'avvocato Claudio Selmi: «Non è così che si fa giustizia. La vita del nostro Matteo - sottolinea con amarezza mamma Patrizia - come quelle di tante altre vittime della strada, non vale niente».
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