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IL CLAN
Volevano uccidere un sindacalista
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«Sto pensando se ammazzare uno, sto pensando se farlo prima o dopo le vacanze... No, 'sti sindacati mi stanno bombardando». Frasi agghiaccianti, pronunciate al telefono in una mattina di fine luglio da Diocrate D'Innocenzo, 33 anni, imprenditore originario di Caserta e trapiantato a Quarrata, titolare delle aziende nate dalle ceneri del Gruppo Flowers di Montemurlo e figlio di Benedetto D'Innocenzo, «legato in passato ma anche nell'attualità a clan camorristici campani (Ligato, Russo, Bardellino)», uno che per far capire chi fosse raccontava di quella volta che ricevette uno schiaffo in un bar di Casal di Principe disse che non aveva reagito, aveva anche ringraziato prima di uscire, ma aggiunse che ora quello che lo aveva schiaffeggiato era su una sedia a rotelle. L'obbiettivo delle minacce di morte è un sindacalista della Cgil di Prato, Giovanni Piras, e la storia dell'agguato nei suoi confronti, fallito solo per caso, è negli atti dell'inchiesta. La sua "colpa" è di aver difeso i diritti delle oltre 40 rammendine dell'ex Gruppo Flowers di Montemurlo.
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