Sicurezza
Intervento chirurgico gratuito per l'albanese malata di cancro
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FUCECCHIO. Potrà operarsi in Italia, subito e senza spendere nulla la donna albanese malata di cancro che si era vista negare dall'Asl l'iscrizione al servizio sanitario nazionale, ovvero la possibilità di usufruire di prestazioni gratuite. Il via libera è arrivato ieri, oggi stesso sarà ricoverata a Cisanello.
La svolta è arrivata grazie a una modifica della procedura seguita per chiedere il permesso di soggiorno. La donna - che era arrivata in Italia per stare vicino alla figlia che risiede a San Miniato - dopo avere accusato forti dolori al collo si era fatta visitare all'ospedale di Pisa dove le era stato diagnosticato un aggravamento della malattia oncologica con cui combatte da anni.
Da Cisanello le era stato consigliato di chiedere un permesso di soggiorno per potersi sottoporre a cure mediche nel nostro paese: ma quel permesso, che le era stato subito concesso, prevede sì che lei possa accedere a tutti i servizi sanitari del nostro paese ma non gratis.
Per uscire dall'impasse è stata allora seguita un'altra strada: è stato richiesto un nuovo permesso di soggiorno non per cure mediche ma per potersi ricongiungere alla figlia che vive qui. Con la ricevuta che attesta la richiesta con questa motivazione, la donna ha potuto, stavolta sì, ricevere la tessera sanitaria e quindi accedere a tutte le prestazioni necessarie come qualunque altro cittadino italiano.
La svolta è arrivata grazie a una modifica della procedura seguita per chiedere il permesso di soggiorno. La donna - che era arrivata in Italia per stare vicino alla figlia che risiede a San Miniato - dopo avere accusato forti dolori al collo si era fatta visitare all'ospedale di Pisa dove le era stato diagnosticato un aggravamento della malattia oncologica con cui combatte da anni.
Da Cisanello le era stato consigliato di chiedere un permesso di soggiorno per potersi sottoporre a cure mediche nel nostro paese: ma quel permesso, che le era stato subito concesso, prevede sì che lei possa accedere a tutti i servizi sanitari del nostro paese ma non gratis.
Per uscire dall'impasse è stata allora seguita un'altra strada: è stato richiesto un nuovo permesso di soggiorno non per cure mediche ma per potersi ricongiungere alla figlia che vive qui. Con la ricevuta che attesta la richiesta con questa motivazione, la donna ha potuto, stavolta sì, ricevere la tessera sanitaria e quindi accedere a tutte le prestazioni necessarie come qualunque altro cittadino italiano.
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