La protesta
SOTTO INCHIESTA
Il presunto boss abitava a Gambassi, altri due indagati risiedono qui
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CASTELFIORENTINO. La Valdelsa è stata coinvolta a pieno titolo nell'inchiesta sull'organizzazione di tipo camorristico su cui ha lavorato la procura fiorentina. E non solo per la vittima che ha dato il via alle indagini. Sono state sette le misure di custodia cautelare firmate dal gip Angelo Antonio Pezzuti su un totale di 31 indagati. Alcuni dei reati contestati sono estorsione, tentata corruzione, riciclaggio e reati societari. Tra i personaggi principali dell'inchiesta che sono finiti in carcere c'è Benedetto D'Innocenzo, 57 anni, originario di Calvi Risorta (Caserta), di fatto domiciliato tra Isernia, dove gli hanno sequestrato una grossa tenuta, e Gambassi Terme in un residence turistico, fuori dal capoluogo. In carcere anche il figlio Diocrate D'Innocenzo, 33 anni, residente a Quarrata; Alfonso Di Penta, 41 anni, residente a Caserta; Giuseppe Laurenza, 42 anni, residente a Santa Maria Capua Vetere (questi ultimi utilizzati per le minacce). Agli arresti domiciliari c'è, poi, Leonilde Marciello, 33 anni, compagna di Diocrate D'Innocenzo, residente a Castelfiorentino in via Duca d'Aosta. La donna è indagata perché sarebbe entrata a far parte dell'associazione, come prestanome di intestazioni fittizie e perchè avrebbe gestito parte delle società. Infine per Simone Faleri, 30 anni, residente a Certaldo, ex dipendente dell'imprenditore castellano che ha denunciato i D'Innocenzo, è stato disposto l'obbligo di dimora. Sarebbe stato un collaboratore del gruppo.
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