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La denuncia di un imprenditore dà il via al blitz anticamorra

La denuncia di un imprenditore dà il via al blitz anticamorra

L'uomo, di Castelfiorentino, aveva raccontato alla polizia di essere stato minacciato con colpi di pistola nella propria automobile. Eseguite sette ordinanze di custodia, sequestri per 9 milioni di euro

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E' partita da una denuncia di un imprenditore di Castelfiorentino l'inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche in Toscana della dda di Firenze che ha portato ad arresti e sequestri per nove milioni di euro. Nell'ottobre del 2009 l'uomo denunciò alla polizia un colpo d'arma da fuoco esploso sulla portiera della sua auto. Durante la deposizione emerse che l'uomo d'affari alcuni mesi prima aveva accettato l'aiuto finanziario di un imprenditore campano, uno dei principali indagati nell'inchiesta.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il gruppo ha acquisito aziende in crisi nelle province di Firenze, Pisa e Prato. Una, in particolare, era stata assorbita dal clan per gestire le corse automobilistiche di rally al quale il capoclan e il figlio partecipavano come semiprofessionisti. Le operazioni di acquisizione venivano finanziate con ingenti capitali prelevati da conti esteri. In questo modo gli esponenti del sodalizio criminale hanno ottenuto considerevoli vantaggi economici, reinvestiti nell'acquisto di autovetture di lusso e di proprietà immobiliari in Toscana, Sardegna e Campania, che venivano regolarmente intestate a terzi.

Ieri mattina, la sezione criminalità organizzata della mobile fiorentina ha eseguito i provvedimenti cautelari e i sequestri preventivi, emessi dal gip Angelo Pezzuti su richiesta del pm Pietro Suchan. All'operazione hanno collaborato anche i finanzieri del gruppo di Formia (Latina), che hanno concorso nell'esecuzione delle misure patrimoniali: in totale sette ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere e tre ai domiciliari, e 31 persone denunciate. Sono stati anche sequestrati beni per oltre 9 milioni di euro e, nel corso delle indagini, sono stati accertati 20 milioni di euro di evasione fiscale. Alcuni dei reati contestati alle 31 persone indagate a vario titolo sono estorsione, tentata corruzione e riciclaggio, ma anche reati societari. Questi ultimi sarebbero stati compiuti attraverso il sistematico uso della forza e della intimidazione. Le ordinanze di custodia e i sequestri preventivi sono stati emessi dal Tribunale di Firenze nella giornata di ieri.

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