Il Tirreno

Empoli

Il sogno americano di Jenny lascia Vinci per New York e adesso fa la manager

Due foto newyorchesi di Jenny Romanelli
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Due foto newyorchesi di Jenny Romanelli

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 VINCI. Vive ormai in pianta stabile a New York, lavora per una prestigiosa catena di alberghi e non rimpiange certo l'Italia dal punto di vista lavorativo. Ha lasciato Vinci (dove è cresciuta e vive ancora la sua famiglia) per la Grande Mela diventando "Sales manager" di successo. La storia è quella di Jenny Romanelli, una bella ragazza di 31 anni: una storia emblematica di come per i giovani oggi sia più facile trovare la propria strada lontano dall'Italia piuttosto che qui.  Jenny Romanelli studia al liceo scientifico di Empoli, poi si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Pisa e si specializza in relazioni internazionali. Una passione che le permette di conoscere New York svolgendo uno stage nella Missione permanente italiana alle Nazioni Unite, ufficio Disarmo e controllo degli armamenti. Così si innamora della città dove finirà per tornare tante volte fino a non mollarla più.  A New York, d'altronde, il suo è un curriculum che vale. Se ne accorge l'amministratore delegato della compagnia alberghiera italiana Star Hotels, che la assume dandole la possibilità di ricoprire un ruolo di rilievo nella sua location newyorkese, dove è importante anche conoscere le lingue. Oggi Jenny lavora nella veste di "Regional sales and manager", sempre in contatto con le più importanti agenzie di viaggio americane. Suo compito quello di invitarle a scegliere i 5 alberghi di lusso della compagnia (detti "Collezione") quattro dei quali dislocati in Europa (Parigi, Milano, Venezia e Trieste). Jenny lavora nel quinto di questi, il "The Michelangelo" con sede a New York, dove ha il suo ufficio personale.  «A livello lavorativo non rimpiango certo l'Italia - racconta dalla sua scrivania a due passi da Times Square - qua ho trovato un lavoro stabile con un normalissimo colloquio di lavoro, ben pagato, anche se la vita a New York è sicuramente cara e quindi questo aspetto va proporzionato. Al momento lavorare in Italia mi farebbe sentire meno tranquilla per le condizioni in cui versa il paese. Sento la mancanza della mia famiglia, ovviamente, ma alla fine New York è diventata per me una seconda casa, dove ho una stabilità e tantissimi amici».  Raggiungere il sogno americano è dunque ancora possibile, basta avere un carattere forte e tanta passione. «Trovare lavoro nella Grande Mela - continua Jenny - è oggi più complicato di un tempo, anche qua la crisi economica globale si fa e si è fatta sentire. Però New York resta una città in cui chi vale davvero, chi ha delle potenzialità riesce a farsi spazio, con tenacia e carattere. È una metropoli che ti chiede molta energia fisica e mentale, ma ne restituisce altrettanta dando delle opportunità. Qui c'è ancora meritocrazia e dunque ci sono stimoli veri».  Stimoli che in Italia lei, come molti altri ragazzi in fuga, non è riuscita a trovare. «Credo che il nostro paese debba fare di più per i giovani - sostiene Jenny - ritengo ci sia bisogno di un rinnovarsi impellente, di dare chances. Però la nostra penisola non è tutta da buttare, abbiamo il paese più bello del mondo, con grandi potenzialità e pregi. Penso alle tradizioni, alla nostra creatività, al nostro spirito gioviale, alla nostra passionalità, a settori come la moda e la cucina dove siamo degli assi. Sono fattori che all'estero sono molto apprezzati e ne dobbiamo essere fieri. Ecco perché, per esempio, New York e i newyorkesi ci amano ancora alla follia. Qua essere italiano è motivo di orgoglio vero».  Jenny conosce tanti coetanei che hanno avuto il coraggio e la possibilità di andare via di casa per affermarsi all'estero. Alla faccia di un'Italia di "bamboccioni". «Numerosi miei compagni di liceo lavorano per il mondo - dice la ragazza - l'Italia non offre lavoro e loro se lo sono andati a cercare, certo ci vuole carattere e determinazione e non tutti sono disposti a fare una scelta del genere. Voglio lanciare un messaggio a tutti quelli che magari in questo periodo difficile pensano di lasciare l'Italia: siate creativi, non abbiate paura ma un giorno ricordatevi da dove siete partiti e portate indietro idee nuove. Magari anche io un giorno tornerò, non adesso».  A Vinci Jenny Romanelli ha lasciato gli affetti più cari, a partire da suo fratello Christian oltre a tutto il resto della famiglia. «Ovviamente mi mancano tutti quanti - dice - sotto Natale però mia mamma prenderà un aereo e verrà qualche giorno a trovarmi. Passare le festività con lei, nel mio appartamento in zona Wall Street, sarà un po' come passarle con tutta la famiglia a Vinci».

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